Notizie dal Mondo

''Vengo come pastore, non come controparte’’
Leone XIV chiude il capitolo camerunese e corregge la narrazione mediatica, la trascrizione ufficiale della Sala Stampa vaticana del 18 aprile 2026
19-04-2026 - A trentamila piedi di quota, nel volo Yaoundé-Luanda del 18 aprile, Papa Leone XIV si è alzato dal suo posto, si è avvicinato ai giornalisti al seguito e ha parlato per circa dieci minuti. Tre erano i punti che intendeva fissare: il bilancio del Camerun, il senso del viaggio, e la correzione di una narrazione che nei giorni precedenti aveva preso una direzione che non gli apparteneva.
La Sala Stampa della Santa Sede ha pubblicato la trascrizione integrale delle sue parole su //www.vatican.va/content/vatican/it.html nella stessa giornata.
Il Camerun, ha detto il Pontefice, “rappresenta il cuore dell’Africa, sia anglofona che francofona, con circa 250 lingue locali ed etnie”: un paese ricco di opportunità ma attraversato, come gran parte del continente, da una distribuzione ineguale della ricchezza. Non è una formula retorica.
Il coefficiente di Gini del Paese si attesta a 0,42, con oltre il 37% della popolazione al di sotto della soglia di povertà nazionale e un numero assoluto di poveri che dal 2001 al 2024 è cresciuto da sei a oltre dieci milioni, nonostante la lieve riduzione percentuale del tasso.
Leone XIV non ha citato statistiche, ma ha nominato il problema con franchezza.
Il filo conduttore del viaggio — avviato il 13 aprile con la tappa algerina costruita intorno alla figura di sant’Agostino d’Ippona — è stato ribadito con precisione.
A Yaoundé, il Pontefice ha benedetto il monumento all’Università Cattolica dell’Africa Centrale che ritrae il Dottore della Chiesa al centro della mappa africana.
“In un certo senso”, ha detto, “questo esprime parte del significato di questo viaggio.”
Ha poi citato l’incontro con un gruppo di imam nella Nunziatura apostolica di Yaoundé come tappa significativa del dialogo interreligioso, nella continuità del percorso avviato da Francesco con il Documento sulla Fratellanza Umana.
Il mandato del viaggio, ha ribadito, è pastorale: “Vengo in Africa principalmente come pastore, come capo della Chiesa Cattolica, per stare vicino a tutti i cattolici, per festeggiare con loro, per incoraggiarli e accompagnarli”.
Il passaggio più atteso è stato quello sulla polemica mediatica.
Stando alla trascrizione ufficiale della Sala Stampa della Santa Sede, Leone XIV ha precisato che il discorso pronunciato all’incontro di preghiera per la pace — interpretato da alcuni commentatori come risposta alle dichiarazioni del Presidente degli Stati Uniti formulate il primo giorno del viaggio — era stato “preparato due settimane fa, ben prima che il Presidente facesse qualsiasi commento”.
Il Papa ha poi aggiunto: “Gran parte di ciò che è stato scritto da allora è stato un susseguirsi di commenti su commenti, nel tentativo di interpretare quanto è stato detto.”
E ha chiuso: rispondere alla Casa Bianca “non è affatto nel mio interesse”.
Sono parole pronunciate in volo, a microfoni aperti, davanti a circa settanta giornalisti accreditati: non ammettono ambiguità di contesto.
Prima di congedarsi, il Pontefice ha risposto in francese alla richiesta di Charles Ebune, giornalista della Cameroon Radio Television e unico rappresentante del Paese sul volo papale, con un saluto rivolto all’intero popolo camerunese.
“L’entusiasmo era davvero palpabile”, ha detto, richiamando la gioia di una comunità di fede che celebra insieme ciò che significa seguire Cristo.
Ora l’Angola, tre giorni
Un Paese in accelerazione economica — gli investimenti cinesi nel settore energetico e nelle infrastrutture hanno superato i 12 miliardi di dollari nell’ultimo decennio, per un totale storico che supera i 24 miliardi complessivi — ma che porta al proprio interno le stesse fratture strutturali già incontrate in Camerun.
Oltre il 30% della popolazione angolana vive al di sotto della soglia di povertà internazionale in un Paese che è il secondo produttore di petrolio dell’Africa subsahariana: la distanza tra la ricchezza estratta e quella distribuita rimane una delle più acute del continente.
Il programma prevede la Messa a Kilamba, la visita al Santuario mariano di Muxima — fondato nel 1599, mai visitato da un Papa regnante — e l’incontro con il presidente João Lourenço.
Leone XIV arriva a Luanda con lo stesso passo con cui ha attraversato il Camerun: quello di un pastore che non negozia il proprio mandato con l’agenda altrui.
Pierangelo Panozzo

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