16:29 domenica 10.05.2026

Notizie dall'Italia

Home   >>  News - Notizie dall'Italia   >>  Articolo


foto di: Ministero Esteri
Celebrata la Giornata Nazionale in memoria dei giornalisti, 3 Maggio
Traguardo doveroso, ma la memoria non basta, serve coraggio politico e difesa della libertà di stampa
05-05-2026 - Trentuno giornalisti italiani uccisi.
Decenni di silenzio istituzionale.
E una legge che arriva, finalmente, nel 2026.
Il 29 aprile, con voto unanime del Senato, l’Italia si è dotata di una Giornata Nazionale in memoria dei giornalisti uccisi nello svolgimento della loro professione.
Si celebra il 3 maggio, in coincidenza con la Giornata mondiale della libertà di stampa.
Quarantasei anni dopo l'assassinio di Walter Tobagi.
Quarantuno dopo quello di Giancarlo Siani.
Trentadue dopo Ilaria Alpi e Miran Hrovatin.
Il Parlamento ha fatto la cosa giusta. In grave ritardo.

I nomi che risuonano in questi giorni nelle aule parlamentari e nelle redazioni sono quelli che ogni Italiano di coscienza conosce, o dovrebbe conoscere.
Siani, ucciso dalla camorra a Napoli a ventisette anni mentre investigava sui traffici del clan.
Ilaria Alpi e Miran Hrovatin, assassinati a Mogadiscio mentre indagavano su armi e rifiuti tossici con la complicità di poteri che non si sono mai del tutto chiariti.
Peppino Impastato, Mario Francese, Giuseppe Fava, Beppe Alfano: cronisti che hanno incontrato la verità in luoghi dove la verità costava la vita.
Non eroi per scelta, ma professionisti che hanno fatto semplicemente il loro mestiere. Fino in fondo.
La legge approvata è concreta: prevede iniziative di sensibilizzazione nelle scuole e nelle università, spazi nel servizio pubblico radiotelevisivo, la pubblicazione ufficiale dei nomi dei caduti sul sito della Presidenza del Consiglio.
Non è retorica vuota. È un'architettura istituzionale della memoria. Ed è giusta.
Ma la memoria, da sola, non protegge chi lavora oggi.

Perché il punto critico resta questo: l'Italia celebra il 3 maggio i giornalisti morti, mentre i giornalisti vivi affrontano un sistema che li strangola con strumenti più silenziosi ma altrettanto efficaci.
Le querele temerarie — le SLAPP, Strategic Lawsuits Against Public Participation — continuano a essere usate come arma di intimidazione da potentati economici e politici contro cronisti e testate.
Il carcere per diffamazione è ancora nel codice penale. L'equo compenso per i freelance è una promessa che il legislatore rimanda da anni.
Il Media Freedom Act europeo attende ancora un recepimento serio.
Reporters Sans Frontières colloca l'Italia al 56° posto nella classifica mondiale della libertà di stampa: un dato che dovrebbe far vergogna a chiunque governi questo Paese.

C'è una proposta che il Parlamento potrebbe approvare subito, senza attendere un'altra stagione di commemorazioni: abolire il carcere per diffamazione e introdurre contestualmente una norma anti-SLAPP con inversione dell'onere della prova a carico di chi querela un giornalista.
Non è una concessione corporativa alla categoria: è la precondizione minima perché un cronista possa svolgere il proprio lavoro senza che ogni inchiesta scomoda si trasformi in un processo per stremarlo economicamente e psicologicamente.
Lo chiedono da anni la FNSI, il Consiglio d'Europa e la Commissione europea.
Manca solo la volontà politica.

Sul piano internazionale, il quadro è ancora più grave.
Dal 1993, oltre 1.600 giornalisti sono stati uccisi nel mondo secondo i dati UNESCO, e nella stragrande maggioranza dei casi i responsabili restano impuniti.
Jamal Khashoggi, Shireen Abu Akleh, Arman Soldin: nomi che rappresentano la punta di un iceberg di violenza sistemica contro chi documenta la realtà in zone di guerra, sotto regimi autoritari, o semplicemente troppo vicino a interessi che preferiscono restare nell'ombra.
Il 3 maggio è una data necessaria.
Ma un Paese che onora i propri martiri con una cerimonia e li tradisce con le leggi ha scelto la via più comoda: quella della memoria senza conseguenze.
Giancarlo Siani, Ilaria Alpi, Peppino Impastato non hanno bisogno di una targa in più. Hanno bisogno che lo Stato italiano faccia ciò che non ha fatto quando erano vivi: proteggere chi racconta il potere al potere.
La Giornata del 3 maggio è un inizio.
Se resta solo questo, è già un'altra occasione mancata.



Pierangelo Panozzo
 
  


 
Biennale di Venezia 2026: l’arte come ‘’campo di battaglia’’
Proteste, diplomazia e nuovi protagonisti africani: la 61ª Esposizione Internazionale...
Marco Rubio incontra Giorgia Meloni
Nel corso del viaggio del segretario di Stato americano finalizzato all'incontro...
Esercito italiano compie 165 anni
Pronti, addestrati e coesi, all’insegna dell’innovazione tecnologica e dei...
  Notizie dall'Italia
09-05-2026 - Si è conclusa presso l’area addestrativa di Carpegna l’esercitazione “Nimbus 26”, dedicata ai nuclei...
06-05-2026 - A seguito delle segnalazioni giunte al Nue 112 su un incendio in corso in un terreno di proprietà del Centro...
05-05-2026 - Anni fa, per le strade di Londra, m’imbattei in un corteo d’attempati signori, in blazer, pantaloni...
04-05-2026 - La nuova centralità geopolitica del Mediterraneo, il ruolo dei porti nella sicurezza nazionale ed europea,...
04-05-2026 - I Carabinieri del NORM della Compagnia di Colleferro hanno arrestato un 24enne italiano, con precedenti, gravemente...
03-05-2026 - In occasione del ponte del primo Maggio, i Carabinieri del Gruppo di Roma hanno potenziato i servizi esterni...
Rubriche
Nella giornata nazionale dedicata a Fiorenza De Bernardi, 23 Maggio 2026, progettata, organizzata...
Il 24 aprile scorso, nel Cortile d’Onore del Palazzo Ducale, sede dell’Accademia Militare...
Ci sono storie che non iniziano davvero e non finiscono mai. Restano in sospeso, ma continuano...
Mentre il mondo dell’ortofrutta globale confluiva al Rimini Expo Centre per la 43ª edizione...
In occasione della Settimana Velica Internazionale 2026, gli appassionati di vela hanno...
C'è una diplomazia che non entra nei titoli dei telegiornali, che non si consuma nei palazzi...
A Milano, venerdì 17 aprile 2026, presso il Teatro alla Scala, simbolo della cultura e...