Politica

Delegazione Commissione Difesa austriaca in Italia
Ricevuta da Rauti ''Italia e Austria confermano amicizia e dialogo sui temi della sicurezza''
17-06-2026 - “Italia e Austria confermano la comune volontà di proseguire neldialogo sui temi della sicurezza e della Difesa.Due Paesi vicini, legati da solide cooperazionibilaterali e chiamati a confrontarsi sull’evoluzione dello scenario internazionale e sulla prontezza degli strumenti militari rispetto alle nuove minacce”.
Così la sottosegretaria di Stato alla Difesa, Senatrice Isabella Rauti, al termine dell’incontro al Ministero della Difesa con la Delegazione della Commissione per la Difesa nazionale della Repubblica d’Austria, guidata dal presidente Volker Reifenberger.
Al centro del bilaterale, la politica della Difesa italiana e di quella austriaca e il confronto sui modelli di strumento militare e le nuove progettualità di Riserva volontaria.
Rauti ha richiamato le linee di indirizzo della Difesa italiana, orientate a rafforzare Forze Armate moderne, integrate, tecnologicamente avanzate e capaci di operare nei domini tradizionali e in quelli emergenti, dallo spazio al cyber fino alla dimensione cognitiva e quella subacquea.
“Viviamo tempi di instabilità pervasiva globale e di crisi del dialogo multilaterale – ha sottolineato Rauti –, caratterizzati da forme di guerra ibrida, con minacce che attraversano tutti i domini, compreso l’ambiente cognitivo, dalla manipolazione dell’opinione pubblica alle leve della disinformazione.
Questo scenario richiede alla Difesa di sviluppare nuovi modelli, che definiamo di “Total Defence”: un approccio duale, non solo militare, alle questioni di sicurezza e difesa. È un nuovo concetto, fondato sulla Cultura della Difesa, sulla protezione delle infrastrutture e degli interessi nazionali - da perseguire insieme agli Alleati europei e della NATO – e da raggiungere in ottica interministeriale, interagenzia, coinvolgendo il mondo dell’industria, dell’università e della ricerca”.
Al centro dell’incontro il progetto di riforma della Difesa Italiana con il modello della Riserva Volontaria.
Rauti ha illustrato il percorso italiano di riforma, finalizzato ad aumentare la dimensione quantitativa e migliorarne gli aspetti qualitativi, con un ampliamento fino a 40.000 della Riserva entro il 2033, per raggiungere circa 200.000 unità complessive nelle Forze Armate; l’ingresso dei primi 5.000 è previsto entro il 2028.
“Il rafforzamento della riserva – ha sottolineato il Sottosegretario – nelle articolazioni proposte è una risposta moderna alle nuove esigenze operative”.
La riforma – che a breve sarà presentata in Consiglio dei Ministri prima di iniziare l’iter parlamentare - prevede tre livelli di riservavolontaria: operativa, volontaria specialistica e territoriale.
La riserva operativa riguarda ex militari in congedo, con un vincolo di disponibilità al richiamo e attività periodiche di addestramento per mantenere le capacità operative.
La riserva volontaria specialistica valorizza personale civile altamente qualificato, con professionalità specifiche nei settori giuridico, ingegneristico, cyber, aerospaziale e in altri ambiti strategici, richiamabile anche in tempo di pace.
La riserva territoriale riguarda personale civile non specializzato, tra i 25 e i 35 anni, disponibile sul territorio di provenienza, con un percorso formativo dedicato e impiegabile anche in caso di calamità naturali, emergenze e attività di supporto.
“Tra gli scopi della riforma proposta – ha sottolineato Rauti – quello di intercettare molte competenze per garantire la sicurezza dei cittadini; in particolare, l’impiego di “hacker etici” altamente specializzati che possono prevenire gli attacchi malevoli. La riserva significa valorizzare competenze civili e militari, disporre di professionalità, sostenere lo Strumento militare e ampliare la capacità dello Stato di fronteggiare crisi complesse, emergenze e minacce ibride; per garantire la sicurezza e la resilienza nazionale”.
Redazione

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