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Ruttiniadi...dichiarazione di Crosetto
Pubblichiamo la dichiarazione del ministro delle Difesa sulla situazione creata dalle parole di Rutte
26-06-2026 - "Le parole a “caso” del Segretario Generale della NATO, inopportune e superflue, amplificate da un approccio politico interno sempre pronto a danneggiare l’Italia pur di colpire il Governo pro tempore, stanno generando una tempesta in un bicchiere d’acqua sul piano interno, ma rischiano di produrre conseguenze ben più serie sul piano internazionale.

Lo ribadisco in modo chiaro, semplice e inequivocabile.
Il personale della Difesa italiana che, quotidianamente, ha gestito i rapporti tecnici con gli Stati Uniti in relazione all’utilizzo delle basi ha sempre operato nel pieno e rigoroso rispetto dei trattati vigenti e delle norme che regolano tali attività.
Quando le richieste presentate uscivano dal perimetro consentito dai trattati, l’autorizzazione è stata negata.
È già accaduto e tutti lo ricordano.

Come ho detto ieri, lo Stato Maggiore non ha alcuna difficoltà a relazionare, volo per volo e giorno per giorno, nelle sedi istituzionali competenti, ogni singolo movimento autorizzato.

In un Paese normale sarebbe sufficiente questo per chiudere la polemica e, semmai, interrogarsi sulla superficialità con cui sono state rilasciate alcune dichiarazioni.
E invece, in Italia, non basta neppure la precisazione arrivata ieri dalla stessa NATO, che ha confermato quanto il Ministero della Difesa aveva sostenuto fin dall’inizio: l’Italia ha autorizzato esclusivamente attività tecniche e non cinetiche, nel pieno rispetto di quanto comunicato al Parlamento.

Eppure, anche dopo quella precisazione, due quotidiani, in particolare, hanno continuato a rilanciare una narrazione ormai priva di fondamento.
Non si è messa in discussione soltanto la posizione del Governo: si è finito per insinuare dubbi sulla credibilità di un’intera Istituzione dello Stato e delle Forze Armate, come se le dichiarazioni ufficiali della Difesa non fossero affidabili.
È un fatto grave, perché donne e uomini in uniforme prestano giuramento alla Costituzione e servono la Repubblica con disciplina, onore e senso dello Stato.

Questa vicenda non mi sorprende e, sul piano politico, non mi colpirebbe neppure più di tanto, se non fosse che viviamo un tempo in cui la sicurezza nazionale è esposta a minacce sempre più complesse.
In un contesto internazionale così delicato, parole imprecise, ricostruzioni infondate e polemiche alimentate senza verifiche possono produrre effetti che vanno ben oltre il dibattito politico interno.

Per questo, nell’interesse della sicurezza nazionale, invito tutti a proseguire ogni legittima richiesta di approfondimento — che la Difesa è la prima a voler soddisfare, mettendo a disposizione ogni dato nelle sedi competenti — ma con la consapevolezza che il linguaggio dello scontro politico, se applicato a temi di sicurezza e difesa, richiede un senso di responsabilità ancora maggiore. In questa fase storica, ogni parola ha un peso e può avere conseguenze che non sempre vengono percepite da chi la pronuncia.

Chi fa informazione lo sa bene: nel mondo di oggi anche la comunicazione è diventata uno degli strumenti attraverso cui si esercitano le guerre ibride. Proprio per questo il rigore nella verifica dei fatti e il senso di responsabilità dovrebbero essere ancora più elevati quando si affrontano temi che riguardano la sicurezza nazionale.

Un ultimo punto riguarda il numero dei voli autorizzati.
Anche su questo sono circolate ricostruzioni prive di qualsiasi riscontro.
I dati tecnici dimostrano che il numero dei voli transitati nelle basi italiane tra il 28 febbraio e il 23 giugno 2026 è sostanzialmente in linea con quello degli anni precedenti e, in diversi casi, persino inferiore.
Sono dati oggettivi, verificabili e documentabili, disponibili per ogni necessario approfondimento relativamente al periodo compreso tra il 2019 e oggi.
I fatti restano fatti.
La Difesa continuerà ad agire come ha sempre fatto: nel pieno rispetto della legge, dei trattati internazionali, del Parlamento e degli interessi della Nazione.
Perché la sicurezza dell’Italia merita rigore, responsabilità e rispetto delle istituzioni, non ricostruzioni infondate o polemiche costruite su presupposti che i fatti hanno già smentito''.

Queste le parole del ministro della Difesa Guido Crosetto.


Redazione
 
  


 
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