13:07 martedì 17.03.2026
Una mattinata ‘’di corsa’’ per i 100 anni della Milano Varese
Bersaglieri & automobili: due eventi che si sono svolti nella stessa mattinata in sequenza a Milano in un reportage di Ruby Allesina
fotografie di: R. Allesina

25-09-2024 - E’ noto che i Bersaglieri e le automobili vadano di corsa.
L’appuntamento era a Piazza della Repubblica per le auto storiche, partite dalla sede della Regione Milano per celebrare i 100 anni della Milano Varese e per la fanfara dei bersaglieri ed i labari dell’associazione a dare inizio alla sfilata.
Percorrendo le vie del centro di Varese, la nutrita rappresentanza di Bersaglieri in servizio e molti in congedo, con i loro meravigliosi cappelli piumati, si sono recati a rendere omaggio al monumento dei caduti risorgimentali, per il cinquantenario ricorrente proprio in questo giorno.
Successivamente, il corteo si è diretto verso la sala Montinari dove si è tenuta una conferenza sulla breccia di Porta Pia, anniversario caduto il giorno prima e particolarmente sentito.
Il saluto del segretario provinciale, Maurizio Fiori, ha aperto i lavori in rappresentanza delle 11 sezioni che contano oltre 600 bersaglieri; ha presentato il relatore professor Virginio Gastaldi il quale ha illustrato le dinamiche e la storia prima e dopo Porta Pia, sottolineando che fino al 1930 il 20 settembre era festa nazionale. Sarebbe molto bello poterlo ripristinare.
Al termine, i fanti piumati sono tornati a Piazza della Repubblica dove nel frattempo erano giunte da Milano le auto storiche, aggiungendo una nota di colore ai partecipanti per i 100 anni della AUTOSTRADA dei Laghi Milano Varese oggi A8.
La Storia
Il 21 settembre 1924 alla presenza del re Vittorio Emanuele III veniva inaugurata un’opera destinata a fare la storia non solo italiana, ma mondiale; da un’idea dell’ingegnere Piero Puricelli (alla guida della Lancia del re il giorno dell’inaugurazione) per collegare velocemente Milano con i laghi dove era già presente un piccolo ma elitario indotto turistico.
L’idea di costruire una strada a scorrimento veloce, evitando il passaggio attraverso paesi e frazioni dove una società rurale viveva con modem tempi
diversi, lo aveva sempre affascinato tanto da sovvenzionare completamente tutta l’opera.
Puricelli ottenne dallo Stato italiano la concessione per 50 anni e per finanziare l’opera emise obbligazioni per 90 milioni di lire; il pedaggio si aggirava tra i 5 e le 12 lire a seconda del veicolo.
Ciò finì paradossalmente con il diventare una delle arterie vitali per il trasporto di merci e persone; nel 1924 i veicoli a motore circolanti in Italia (nel Regno di allora) erano circa 85.000; oggi i veicoli che percorrono giornalmente la Milano Varese sono circa 170.000, il doppio delle vetture circolanti nel 1924!

Tra le autovetture d’epoca presenti alcune degne di nota:
Citroen traction avant: auto che ha segnato un’epoca in Francia, disegnata dal varesino Flaminio Bertoni questa vettura uscita nel 1934 e’ stata l’auto del fronte popolare francese nella guerra di Spagna, della Gestapo, dei collaborazionisti di Vichy, dei Maquit (i partigiani francesi) nella guerra d’Indocina fino alla guerra d’Algeria e di De Gaulle durante la parata per la liberazione di Parigi; la più iconica del periodo con un vestito tutto italiano.
Fiat 500c giardinetta nella foto delle Poste italiane; ha rappresentato il trasporto e la rinascita delle attività imprenditoriali del dopoguerra, mezzo domenicale per le gite fuori porta. vettura apparentemente fragile ma robustissima, un’aneddoto negli anni 50 del xx secolo percorreva la strada della Cremosina, nel novarese nota per un tratto in salita chiamato “il chilometro”, la giardinetta grazie alla “primina” la percorreva carica di una tonnellata di lingotti di ottone usato nelle rubinetterie del posto.
Fiat 1300 motore 1500cc autovettura degli anni 60 in pieno boom economico in dotazione in tanti esemplari nella versione 1500 cc alla Polizia, mezzo soppiantato qualche anno piu’ tardi dalla mitica Giulia.
Jeep Willis tre esemplari 1942-1944 simbolo della fine della guerra e dell’inizio, pur tra mille problemi, del dopoguerra. Ha percorso la A8 nel maggio 1945 assieme ai camion Dodge americani.
Fiat 1100 versione 1939-1950 circa, fotografato un esemplare del 1942, prodotta per il Regio Esercito esemplare raro poiché le versioni militari erano soprattutto cabriolet e coloniali; usata dopo la guerra dai Tassisti per trasportare i primi turisti stranieri.
Fiat 2800 quella che istituzionalmente rappresenta il momento del passaggio dalla monarchia alla Repubblica; fu l’autovettura di Vittorio Emanuele III di Umberto II e dei primi Presidenti della Repubblica, se la Lancia Flaminia ha rappresentato e rappresenta l’Italia del design e della grande artigianalità nel costruire le auto più belle del mondo, questa 2800 rappresenta l’inizio “su quattro ruote” dell’Italia di oggi.
R- Allesina


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