13:24 martedì 17.03.2026
Zanzibar: una crisi politica annodata nel passato e nel presente
Una breve analisi geopolitica di Pierangelo Panozzo in questi giorni a Stone City
fotografie di: P. Panozzo

20-08-2025 - Un’autonomia sempre fragile
Zanzibar, pur essendo parte della Repubblica unita della Tanzania dal 1964, mantiene un’amministrazione semi-autonoma con un proprio Presidente e Parlamento.
Tuttavia, questa autonomia è spesso ostacolata, soprattutto quando il partito dominante, il Chama Cha Mapinduzi (CCM), ricorre a pratiche autoritarie per mantenere il controllo  .

Elezioni annullate e tensioni costanti
La storia recente è segnata da elezioni fortemente contestate:
Nel 2015, i risultati furono annullati dalla commissione elettorale (ZEC) per presunte irregolarità, scatenando una grave crisi politica  .
Nel 2020, il governatore eletto Hussein Mwinyi vinse con ampio margine, ma l’opposizione denunciò brogli e violenze; i critici lamentarono esclusioni sistematiche di agenti dell’opposizione, manipolazioni dei risultati e repressione durante e dopo le elezioni  .

Coalizione fragile e accuse di intimidazione
Dopo il 2020, Mwinyi cercò la riconciliazione, includendo ACT‑Wazalendo nella “Government of National Unity” (GNU). Tuttavia, la nomina di Thabit Faina a capo della ZEC, già coinvolto in controversie elettorali, scatenò il malcontento tra i partner della coalizione  . Si teme che la mancanza di meccanismi di verifica e accountability stia minando l’accordo di condivisione del potere  .

Il defilarsi dell’opposizione e le preoccupazioni per le elezioni 2025
La tensione si è estesa al contesto nazionale:
Il principale partito di opposizione, CHADEMA, è stato escluso dalle elezioni del 2025 e il suo leader, Tundu Lissu, è stato arrestato con l’accusa di tradimento. La sua detenzione è stata ampiamente criticata  .
A livello regionale, Zanzibar rimane un punto caldo elettorale. I ritardi nelle riforme e la fragilità della coalizione nella specifica dinamica zanzibarina sollevano timori circa la trasparenza e la legittimità dei prossimi scrutini  .

Il quadro nazionale: una democrazia in ritirata
Il deterioramento democratico in Tanzania è evidente:
La categoria del paese è scivolata da “Parzialmente Libero” a “Non Libero”, con un calo drastico nei diritti civili e nelle libertà politiche  .
Crescono arresti arbitrari, scomparsi forzati e censura, non solo nel continente ma anche nelle isole, creando un clima di paura e disaffezione verso i processi democratici  .

Conclusione: un’autonomia a rischio tra repressione e instabilità
Zanzibar continua a essere teatro di una crisi politica senza fine, dove una autonomia nominale si scontra con pratiche autoritarie consolidate.
Dalle elezioni annullate del 2015 al fragile governo di unità del 2020, fino alla crescente esclusione dell’opposizione dalle prossime elezioni, la crisi si alimenta di sfiducia e manipolazione istituzionale.
Lo spettro del declino democratico a livello nazionale fa da cornice a una crisi locale che rischia di degenerare in nuovo conflitto politico, se non si procederà a riforme serie, trasparenti e condivise.
Pierangelo Panozzo


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