Nasce una nuova generazione di ufficiali
A Modena, il giuramento del 207° Corso ''Fermezza'', alla presenza del ministro della Difesa Guido Crosetto
fotografie di: Esercito e P.Panozzo
06-03-2026 - Nella solenne cornice del Palazzo Ducale, sede della storica Accademia Militare, si è rinnovato oggi uno dei riti più significativi della tradizione delle Forze Armate italiane: il giuramento degli allievi del 207° Corso ufficiali ‘’Fermezza’’.
Cerimonia intensa, carica di emozione e simbolismo, che ha segnato l’ingresso ufficiale dei giovani cadetti nella comunità militare dello Stato, alla presenza del ministro della Difesa, Guido Crosetto e del padrino del corso, generale di Corpo d’Armata Medaglia d'Oro al Valor Militare Rosario Aiosa.
Erano presenti il Capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Luciano Portolano, il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, generale di Corpo d’Armata Carmine Masiello, il comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, generale di Corpo d’Armata Salvatore Luongo, insieme a numerose autorità civili e religiose, tra le quali il sindaco, Massimo Mezzetti, il prefetto, dott.ssa Fabrizia Triolo, e il rettore dell’Università di Modena e Reggio Emilia, prof.ssa Rita Cucchiara, oltre che centinaia di familiari giunti da tutta Italia.
I cadetti hanno pronunciato la formula di fedeltà alla Repubblica Italiana davanti alla Bandiera dell’Istituto.
Un momento solenne che rappresenta non solo un passaggio formale, ma l’assunzione pubblica di un impegno profondo: servire la Nazione con onore, disciplina e senso del dovere.
Il 207° Corso, composto da giovani destinati a diventare ufficiali dell’Esercito Italiano e dell’Arma dei Carabinieri, rappresenta la nuova generazione della leadership militare del Paese. Uomini e donne che hanno scelto di intraprendere un percorso di formazione rigoroso, fatto di studio universitario, addestramento militare e crescita personale, all’interno di una delle istituzioni più prestigiose e antiche d’Europa.
Crosetto ha rivolto parole di incoraggiamento ai cadetti, ricordando come il servizio nelle Forze Armate richieda oggi competenze, responsabilità e una forte coscienza dei valori democratici: “Abbiate l’onestà e la forza di difendere le decisioni che prenderete e la lealtà di restare sempre al servizio dell’Italia, anche quando il vostro ruolo vi esporrà a critiche o incomprensioni. La famiglia di cui oggi entrate a far parte vi accompagnerà, vi farà crescere e cercherà di sostenervi nei momenti difficili.
Qui imparerete cosa significa appartenere a qualcosa di più grande di voi: disciplina, capacità di resistere, determinazione. Ma soprattutto imparerete a discernere e a decidere. Nei momenti difficili dovrete trovare dentro di voi i valori per scegliere ciò che è giusto.
Magari non sceglierete sempre bene. Sbaglierete, è inevitabile.
Quando accadrà, rialzatevi e ricordate quel momento. Perché quando vedrete qualcun altro sbagliare dovrete ricordare cosa avete provato voi e porgere una mano.
L’Italia ha bisogno di grandi Ufficiali, ma ancora di più di Donne e Uomini veri. Sono onorato di essere qui.
Mi inchino davanti alla vostra scelta e vi prometto che sarò sempre il vostro Ministro.
Ma per ogni donna e uomo delle Forze Armate cercherò di essere anche un po’ padre. Perché chi serve l’Italia non deve sentirsi mai solo”.
In un contesto internazionale complesso e in continua evoluzione, ha sottolineato il Ministro, il ruolo degli ufficiali è sempre più centrale nel garantire sicurezza, stabilità e tutela degli interessi nazionali.
Portolano ha richiamato il valore profondo di questo momento: “A voi, Allievi del 207° Corso Fermezza, oggi è concesso un privilegio straordinario, quello di fare il vostro ingresso nella grande famiglia della Difesa”.
Masiello ha dichiarato: “Con il giuramento di oggi non firmate solo un contratto con la Repubblica Italiana, ma vi impegnate a dare il massimo di voi stessi per la Patria, fino all’estremo sacrificio se necessario.
Il vostro “Lo giuro” è un patto sacro con la Nazione, che si traduce in una affermazione molto chiara: il dovere viene prima dei diritti. Sempre.
La disciplina vi insegnerà a pensare con chiarezza e a comandare con saggezza. L’onore è quell’orgoglio di portare il tricolore sul nostro braccio, di servire il bene del Paese.
L’amore di Patria è il sacrosanto dovere di difendere le nostre bellezze, è memoria e gratitudine verso chi si è immolato per difenderle, è responsabilità verso il futuro.
L’Accademia è scuola di questi valori: la bussola morale che dovrà guidare ogni vostra decisione, scelta e azione.
Avrete una responsabilità immensa: mantenere vivo il cuore dell’Istituzione a cui appartenete.
E quel cuore batte per i nostri uomini e le nostre donne.
Chi comanda davvero dà l’esempio, sempre! Perché il comportamento di un Comandante vale più di qualsiasi grado! Mantenete sempre negli occhi la luce di oggi. È la luce che vi indicherà la strada del dovere: servire senza riserve la nostra grande e amata Patria”.
Luongo ha evidenziato: “Il giuramento che questi giovani Allievi hanno pronunciato oggi non è solo un rito formale: è una scelta di vita, un impegno profondo a mettere il proprio coraggio, le proprie energie e i propri valori al servizio della Repubblica e dei cittadini.
In quelle parole risuona l’orgoglio di appartenere all’Arma e la consapevolezza della grande responsabilità di custodirne ogni giorno l’onore.
Un pensiero di sincera gratitudine va alle loro famiglie, che con amore, pazienza e fiducia li hanno sostenuti fino a questo momento, e che oggi vedono i loro sogni riflessi nei passi dei propri figli. Ma da oggi, oltre alle famiglie, c’è un’altra casa che li accoglie: l’Arma dei Carabinieri.
Qui troveranno non solo disciplina e dovere, ma una nuova famiglia fatta di fratellanza, valori condivisi e impegno quotidiano al servizio della comunità.
Oggi nasce una nuova generazione di Ufficiali pronta a servire il Paese con lealtà, dedizione e spirito di sacrificio, e con il cuore pieno della consapevolezza che ogni azione, ogni scelta, contribuirà a scrivere la storia dell’Arma e della Repubblica. Benvenuti nella vostra nuova famiglia. Benvenuti nell’Arma”.
L’emozione è stata palpabile soprattutto tra i familiari degli allievi, molti dei quali hanno assistito per la prima volta a una cerimonia così carica di tradizione. Per i giovani cadetti, il giuramento rappresenta infatti uno dei momenti più significativi della loro vita: il punto di partenza di una carriera che li porterà, nei prossimi anni, ad assumere responsabilità operative e di comando al servizio del Paese.
Fondata nel XVII secolo e custode di una lunga tradizione militare, l’Accademia Militare di Modena continua a rappresentare il luogo in cui si formano i futuri comandanti dell’Esercito e dei Carabinieri. Il giuramento del 207° Corso rinnova così una storia secolare fatta di disciplina, valori e dedizione alla Repubblica.
Per i giovani allievi che oggi hanno pronunciato quelle parole solenni, si apre ora un percorso impegnativo ma straordinario: diventare ufficiali delle Forze Armate italiane, guidare uomini e donne in uniforme e servire l’Italia con responsabilità e spirito di sacrificio.
Un impegno che nasce da un giuramento, ma che accompagnerà tutta una vita.
Pierangelo Panozzo

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