17:02 domenica 10.05.2026
La Nuvola e la Stella
Arte, solidarietà, valori istituzionali e la presenza di Riccardo Muti a sostegno della Fondazione ‘’Bambino Gesù’’
fotografie di: P. Panozzo

10-04-2026 - C'è una Roma che non si vede mai nelle cronache ordinarie.
È la Roma che, in una sera d'aprile, siede in silenzio ad ascoltare le note della Banda dell'Esercito mentre un Maestro ottantaquattrenne — che ha diretto la Filarmonica di Vienna, la Chicago Symphony e i palcoscenici più grandi del mondo — scende tra i leggii e si china con discrezione verso i musicisti in uniforme per offrire un consiglio, una correzione, un gesto di fraternità artistica.
È la Roma del Generale, della Senatrice, dei medici, delle famiglie con i bambini malati.
È la Roma che ancora si emoziona.

 Un appuntamento fuori dall'ordinario
9 aprile 2026, ore 20.00: "La Nuvola" di Roma — la grande teca di vetro e acciaio firmata da Massimiliano Fuksas che si erge quale ‘’Nuovo Centro Congressi’’ nel cuore del quartiere EUR — ha ospitato una serata che difficilmente chi vi ha preso parte dimenticherà.
La Nuvola e la Stella” è il nome scelto dallo Stato Maggiore dell'Esercito per questo concerto straordinario, organizzato in collaborazione con la Fondazione Bambino Gesù ETS: un titolo che evoca qualcosa di universale, sospeso tra il terreno e l'infinito, tra l'impegno militare e la speranza civile.

Sul palco, la prestigiosa Banda dell'Esercito Italiano, simbolo vivente di una tradizione musicale militare che attraversa due secoli di storia nazionale e che, diretta dal Maestro maggiore Filippo Cangiamila, esegue brani di grandi autori, quali Ponchielli, Verdi, Respighi…
In sala, autorità istituzionali, rappresentanti diplomatici, famiglie, uomini e donne delle Forze Armate.
E, ospite d’onore, il Maestro Riccardo Muti, napoletano di nascita, molfettese d'infanzia, cittadino del mondo per vocazione e destino che, per l’esecuzione della sinfonia ‘’Nabucco’’ di Verdi, sale al leggìo a dirigere la Banda dell’Esercito e a creare emozione pura.

La parola del generale Masiello: valori che non indossano gradi
Il generale di Corpo d'Armata Carmine Masiello, Capo di Stato Maggiore dell'Esercito dal febbraio 2024, è un ufficiale dalla formazione straordinariamente complessa: paracadutista della Folgore, comandante del Regional Command West inAfghanistan, consigliere militare dei presidenti del Consiglio Gentiloni e Renzi, vice direttore del DIS.
Un uomo abituato alla durezza dei teatri operativi e alla discrezione dei corridoi istituzionali.
Eppure, nella serata del 9 aprile, sottolineando come egli abbia voluto la Nuvola come luogo accogliente e la Stella rappresentata dal Maestro Muti, emerge con chiarezza una dimensione meno visibile del suo comando: la consapevolezza che un esercito moderno si misura non soltanto con la potenza dei suoi sistemi d'arma, ma con la profondità dei suoi valori.

In occasioni pubbliche precedenti, Masiello ha affermato con forza che i valori militari — lealtà, disciplina, senso del dovere, onore — non sono mere formule di rito, ma la bussola autentica di ogni soldato, la forza che fa rispondere "presente" quando la Nazione chiama.
Questa visione si è tradotta, nell'evento del 9 aprile, in qualcosa di concreto: la Banda dell'Esercito non si è esibita per celebrare sé stessa, ma per raccogliere fondi destinati ai bambini malati e alle loro famiglie.
Un atto che dice molto di come Masiello intenda il ruolo delle Forze Armate nella società civile: non come corpo separato, ma come parte integrale e responsabile della comunità nazionale.
Come sottolineato dal generale: mentre altri decidono di mostrare il proprio potere con la forza, la serata alla Nuvola è stata la manifestazione emblematica di forza dedicata alla solidarietà.

Riccardo Muti: la musica come atto umano
Parlare di Riccardo Muti significa parlare di uno dei più grandi direttori d'orchestra viventi: sette Concerti di Capodanno con i Wiener Philharmoniker (record assoluto), direttore musicale della Philadelphia Orchestra, della Scala di Milano per diciannove anni, della Chicago Symphony fino al 2023 — dove è stato nominato Direttore Musicale Emerito a Vita.
Un curriculum che appartiene alla storia della musica del XX e XXI secolo.

Ma ciò che ha reso la sua presenza alla "Nuvola e la Stella" davvero straordinaria non è il peso del nome.
È il gesto.
Come hanno testimoniato i presenti, durante l'esecuzione delle marce della Banda, il Maestro si è avvicinato più volte ai musicisti militari, offrendo consigli, suggerimenti, correzioni sussurate.
Un uomo di livello mondiale che si china verso chi porta l'uniforme e tiene in mano uno strumento: non come condiscendenza, ma come rispetto autentico per chi fa musica.
Chiunque abbia assistito ha visto, in quel gesto, qualcosa che va al di là della tecnica. Ha visto l'insegnamento come forma d'amore.
Muti ha sempre sostenuto che la musica non è mai solo intrattenimento: è linguaggio civile, strumento di coesione, veicolo di memoria collettiva.
Fondatore dell'Orchestra Giovanile Luigi Cherubini nel 2004 — con la quale ha formato oltre mille giovani musicisti italiani in vent'anni — il Maestro ha dimostrato ancora una volta, a ottantaquattro anni, che la sua energia non appartiene ai palcoscenici gloriosi, ma alle persone.
In questo senso, la sua partecipazione al concerto benefico per il Bambino Gesù non è stata una comparsata: è stata una dichiarazione di valori: ‘’la musica come espressione d’amore’’.

Isabella Rauti: la Difesa ha anche un'anima solidale
La presenza della sottosegretaria di Stato alla Difesa, senatrice Isabella Rauti, ha conferito alla serata una precisa dimensione istituzionale.
Rauti — che in questi mesi ha promosso con determinazione il rafforzamento delle capacità difensive italiane, dalla difesa contraerea SAMP-T NG al programma Eurodrone, dal GCAP al riarmo europeo — ha scelto di essere presente alla "Nuvola e la Stella" con un segnale politico chiaro: la Difesa non è soltanto scudi e missili. È anche il volto di un Paese che si prende cura dei più vulnerabili.
Rauti ha nel tempo costruito un legame diretto e continuo con le Forze Armate, partecipndo a cerimonie di giuramento, presentazioni di calendari militari, consegne di sistemi d'arma.
Il suo impegno sulla formazione — inclusa la difesa della proposta di un corso universitario in Filosofia per gli ufficiali dell'Accademia di Modena, bloccata poi dall'Università di Bologna — rivela una visione dell'istituzione militare come corpo civile evoluto, capace di pensiero critico e apertura culturale.
Alla ‘’Nuvola’’, quella visione ha trovato espressione musicale.

La Fondazione e l'ospedale Bambino Gesù: il cuore della serata
Al centro di tutto, però, c'erano loro: i bambini.
E le loro famiglie e il ‘’Progetto Accoglienza’’.
L’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù è il più grande policlinico e centro di ricerca pediatrico d'Europa, come ha sottolineato la presentatrice dell’evento, la giornalista e conduttrice televisiva Roberta Floris.
Ogni anno vi transitano migliaia di piccoli pazienti, molti provenienti da regioni lontane o da Paesi in difficoltà, con diagnosi complesse e percorsi terapeutici che richiedono mesi di permanenza a Roma. Le famiglie restano accanto a loro, spesso in condizioni di fragilità economica e umana.

È per questo che esiste il "Progetto Accoglienza" della Fondazione Bambino Gesù ETS, come ha precisato il presidente dell’Ospedale Bambin Gesù, il professor Tiziano Onesti: un'iniziativa dedicata all'assistenza e all'ospitalità delle famiglie, con servizi logistici, supporto psicologico, percorsi di accompagnamento durante i ricoveri. Il 9 aprile, l'intero ricavato della vendita dei biglietti del concerto è stato devoluto a questo progetto.
La collaborazione tra l'Esercito Italiano e la Fondazione non è episodica: è il frutto di un accordo formale firmato con una lettera d'intenti che impegna entrambe le istituzioni a sviluppare eventi culturali e solidali, a sostenere la ricerca scientifica in ambito pediatrico e a rafforzare il legame tra istituzione militare e comunità civile.
La collaborazione era già avviata dal 2023.
Il 9 aprile 2026 ne ha segnato un capitolo nuovo e più visibile: con la musica come tramite, con la Banda dell'Esercito come protagonista e con la firma artistica di Riccardo Muti come garanzia simbolica che quella serata era, in tutti i sensi, eccezionale.

Oltre l'evento: una visione di Italia
Chi scrive era presente.
E ha portato via dalla ‘’Nuvola’’ una sensazione rara, nell’Era dell'iperbolismo digitale e del conflitto permanente come spettacolo: la sensazione che le istituzioni italiane, quando si mettono d'accordo su ciò che conta davvero, sappiano ancora fare cose belle.
Cose che non richiedono la logica della propaganda, né quella del potere.
Richiedono semplicemente la volontà di stare vicini a chi soffre facendolo con dignità.

Il generale Masiello ha costruito un Esercito che non ha paura di emozionarsi.
Il Maestro Muti ha dimostrato che la grandezza autentica non teme la prossimità con i più piccoli.
La senatrice Rauti ha mostrato che la difesa di un Paese include anche la difesa dei suoi bambini malati.
E la Fondazione Bambino Gesù ha ricordato a tutti, ancora una volta, che l'Italia ha ancora istituzioni capaci di portare luce.
Pierangelo Panozzo


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