16:23 domenica 10.05.2026
All'81° anniversario della morte di Mussolini erano presenti meno di duecento persone
Cronaca di una cerimonia di commemorazione trascorsa in modo semplice con corteo silenzioso
fotografie di: P. Panozzo

28-04-2026 - Nel giorno successivo al 25 aprile, Predappio, la cittadina romagnola che diede i natali a Benito Mussolini, ha ospitato la consueta commemorazione per l’81° anniversario della sua morte, avvenuta il 28 aprile 1945 a Giulino di Mezzegra.
I numeri, quest’anno, sono stati nettamente inferiori alle edizioni precedenti: circa 130 persone lungo il corteo e una cinquantina nel piazzale antistante il cimitero di San Cassiano, per un totale stimato di meno di duecento presenti, secondo le forze dell’ordine.

Il corteo, organizzato dall’Associazione Arditi d’Italia insieme alle pronipoti del Duce Orsola e Vittoria Mussolini, responsabili della sua tomba nel cimitero di Predappio, si è svolto in assoluto silenzio, con la tradizionale bandiera tricolore al centro del corteo.
La partenza era fissata alle 10:30 da piazza Sant’Antonio, con arrivo al piazzale Dante Alighieri davanti al cimitero.

Il nodo del saluto romano
Come avviene ormai da anni, le pronipoti del Duce hanno chiesto ai partecipanti di astenersi dal saluto romano.
Orsola Mussolini aveva indicato di preferire che il ‘presente’ fosse accompagnato dalla mano al cuore e da un minuto di silenzio, ribadendo così una linea di condotta consolidata, tesa a mantenere la cerimonia su un piano di raccoglimento privato piuttosto che di ostentazione politica.
Nonostante l’invito, una decina di partecipanti ha comunque alzato il braccio, (una percentuale contenuta sul totale dei presenti), ma sufficiente a richiamare l’attenzione della Digos.
Tre persone sono state identificate dalle forze dell’ordine per il gesto.
Il dato è in netta discontinuità rispetto all’ottobre 2025, quando, in occasione della commemorazione della Marcia su Roma, davanti alla cripta del Duce erano tornati i saluti romani, nonostante il rinnovato appello delle pronipoti.
Quella volta, la presenza di Forza Nuova aveva amplificato il fenomeno.

Forza Nuova: presente, ma senza Roberto Fiore
Il 26 aprile era previsto un corteo fino al cimitero di Predappio per commemorare la morte del dittatore, con la partecipazione annunciata anche di elementi di Forza Nuova.
Tuttavia Fiore, segretario nazionale del movimento, non era presente: aveva già lasciato Predappio, dopo le polemiche del giorno precedente, quando il convegno denominato “La fine dell’antifascismo” — organizzato in collaborazione con il giornale online Fahrenheit 2022 — era stato bloccato dalla Prefettura, dopo che il sindaco aveva dichiarato inagibile il luogo dell’incontro.
Alcuni esponenti di Forza Nuova hanno comunque preso parte al corteo del 26, in linea con quanto annunciato dalla portavoce nazionale Gloria Callarelli: “Noi ci uniremo al corteo già previsto.”

Le parole di Orsola Mussolini
Al termine del corteo, davanti all’ingresso del cimitero, Orsola Mussolini ha preso la parola per ringraziare pubblicamente le forze dell’ordine per il servizio garantito, citando le realtà associative presenti, senza menzionare Forza Nuova.
Nessun commento è stato rilasciato sull’iniziativa del giorno precedente, né durante né dopo la cerimonia.
I partecipanti sono quindi entrati nella cripta di famiglia che conserva i resti di Benito Mussolini, di Donna Rachele e di altri familiari, mentre una messa in suffragio è stata celebrata nella pieve di San Cassiano.

Il contesto: numeri in calo, tensioni intorno
L’edizione 2026 si inserisce in un contesto di crescente attrito tra la famiglia Mussolini e le organizzazioni di estrema destra che da alcuni anni cercano di far propria la commemorazione.
La presenza di Forza Nuova ha suscitato anche alcune polemiche: già nel 2025 Orsola Mussolini aveva definito la manifestazione “resa più complicata” da una forza politica che aveva creato “condizioni non buone soltanto per ottenere visibilità”, sottolineando che l’intenzione della famiglia era quella di un “momento di preghiera”.
La scelta di non citare Forza Nuova nel discorso pubblico di quest’anno appare coerente con quella linea.
Il calo di partecipazione — inferiore alle 150 persone registrate nell’aprile 2025 per l’80° anniversario — potrebbe essere ricondotto a diversi fattori: la concomitanza con il weekend del 25 aprile, la controversia sollevata dal convegno di Forza Nuova (poi bloccato), e la crescente difficoltà organizzativa che accompagna un evento sempre più al centro del dibattito politico e giudiziario, sul confine tra commemorazione privata e manifestazione pubblica di ispirazione fascista.
Pierangelo Panozzo


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