08:35 venerdì 16.10.2026
Sanremo capitale del diritto umanitario
Il generale Giorgio Battisti apre la 49ª Tavola Rotonda sulle nuove frontiere della guerra
fotografie di: P. Panozzo

09-09-2026 - Villa Ormond torna, per tre giorni, a essere il crocevia mondiale del diritto internazionale umanitario.
Dal 9 all’11 settembre, la storica sede sanremese dell’Istituto Internazionale di Diritto Umanitario (IIHL) ospita la 49ª Tavola Rotonda sulle Questioni Attuali del Diritto Internazionale Umanitario, dal titolo ufficiale “The New Character of Warfare and International Humanitarian Law: Adapting to Complexity and Emerging Challenges”.
Un titolo che anticipa i grandi temi al centro dei tre giorni di lavori: intelligenza artificiale applicata ai conflitti, guerra ibrida, tecnologie emergenti e necessità di adattare capacità umane, dottrinali e procedurali alla profonda trasformazione della guerra contemporanea.

Un generale con una lunga esperienza operativa alla guida dell’Istituto
A introdurre i lavori è il Generale di Corpo d’Armata (ris.) Giorgio Battisti, presidente dell’IIHL dal settembre 2023.
Alle spalle, 44 anni di carriera militare che lo hanno visto impegnato nella missione ONU in Somalia nel 1993, in quella NATO in Bosnia nel 1997 e per quattro volte in Afghanistan tra il 2001 e il 2014, dove ha ricoperto anche l’incarico di Capo di Stato Maggiore della missione ISAF a Kabul.
Un percorso riconosciuto con prestigiose onorificenze internazionali, tra cui la Bronze Star Medal e la Legion of Merit statunitensi e il titolo di Officier de l’Ordre National du Mérite della Repubblica Francese.
La Tavola Rotonda di Sanremo è definita dallo stesso Istituto come il proprio flagship event: l’appuntamento annuale che, nel solco della tradizione avviata con la fondazione dell’IIHL nel 1970, riunisce esponenti del mondo accademico, diplomatico, militare e umanitario per confrontarsi sull’evoluzione del diritto internazionale umanitario, nel quadro di quello che l’Istituto definisce il “dialogo umanitario nello spirito di Sanremo”.

Un parterre internazionale d’eccezione
Alla cerimonia inaugurale di Villa Ormond, mercoledì 9 settembre, accanto al sindaco di Sanremo Alessandro Mager e al generale Battisti, sono intervenuti rappresentanti delle istituzioni italiane e internazionali, del mondo diplomatico, militare e umanitario.
Come da tradizione, la Tavola Rotonda ha richiamato a Sanremo ambasciatori, diplomatici, giuristi internazionali, esperti accademici e autorevoli rappresentanti delle istituzioni impegnate nella tutela e nella promozione del diritto internazionale umanitario, provenienti da diversi continenti.
La scelta dell’Istituto di garantire, sia in presenza sia online, la traduzione simultanea da e verso inglese, francese e arabo testimonia l’ampiezza internazionale della platea e la volontà di mantenere aperto un confronto capace di superare frontiere geografiche, culturali e politiche.
Tra le personalità presenti a Villa Ormond, riscontrate direttamente da chi scrive, figurano S.E. Nosipho Nausca-Jean Jezile, ambasciatrice della Repubblica del Sudafrica in Italia; Maurizio Block, Procuratore Generale Militare presso la Corte Suprema di Cassazione; e Rosario Valastro, presidente della Croce Rossa Italiana.
Presenze che si inseriscono in un più ampio parterre di delegazioni diplomatiche, militari, accademiche e giuridiche giunte a Sanremo da tutto il mondo per i tre giorni di lavori.

Al centro del dibattito: guerra ibrida, IA e civili come scudi
In un colloquio pubblicato alla vigilia dell’apertura dei lavori, il generale Battisti non ha usato mezzi termini: «Le norme del diritto sono sempre le stesse, è cambiata negli anni l’applicazione».
Un’applicazione che, secondo il Presidente dell’Istituto, continua a scontrarsi con il prevalere degli interessi nazionali sulle regole condivise: un’“elasticità” che rischia di lasciare il diritto umanitario “un pezzo di carta” se non accompagnato da una formazione costante e concreta di coloro che sono chiamati ad applicarlo sul terreno.
Tra i temi centrali dei tre giorni di lavori emerge il ruolo crescente dell’intelligenza artificiale nelle operazioni militari, capace di comprimere in pochi secondi processi decisionali che un tempo richiedevano una più lunga supervisione umana. Una trasformazione che pone interrogativi cruciali sulla responsabilità delle decisioni, sul controllo umano dei sistemi tecnologici e sulla capacità delle norme esistenti di confrontarsi con strumenti di guerra sempre più autonomi e sofisticati.
Accanto alle nuove tecnologie resta poi una delle questioni più antiche e drammatiche dei conflitti: la protezione della popolazione civile. Battisti ha richiamato, tra gli altri aspetti, il problema dell’utilizzo dei civili come scudi umani, inquadrandolo non come caratteristica esclusiva di un singolo teatro di guerra, ma come fenomeno ricorrente in molteplici scenari di conflitto contemporanei.

Sanremo, laboratorio permanente del diritto dei conflitti
Non è un caso che sia proprio Sanremo, e non una grande capitale diplomatica, a ospitare da oltre mezzo secolo questo confronto internazionale.
Villa Ormond, nata come luogo di quiete nella Sanremo della Belle Époque, è diventata nel tempo un laboratorio permanente nel quale il diritto internazionale umanitario viene confrontato con la realtà delle guerre, con le trasformazioni della tecnologia e con le responsabilità concrete di chi è chiamato a decidere e ad agire nei conflitti.
È in questo spazio raccolto, lontano dai riflettori delle grandi cancellerie, che l’Istituto prova a tenere insieme due esigenze solo apparentemente in tensione: la fedeltà ai principi umanitari nati oltre un secolo e mezzo fa dall’esperienza di Solferino e la capacità di interpretare scenari di guerra che cambiano più rapidamente delle norme chiamate a governarli.
La 49ª Tavola Rotonda, con lo sguardo rivolto all’intelligenza artificiale, alle tecnologie emergenti e alla crescente complessità dei conflitti ibridi, si inserisce pienamente in questo solco.
Non un semplice convegno accademico, dunque, ma un luogo nel quale militari, diplomatici, giuristi e operatori umanitari possono confrontare esperienze e responsabilità diverse attorno a una domanda essenziale: come preservare l’umanità della guerra proprio nel momento in cui la guerra sta cambiando natura?
È questa, forse, la sfida più importante che parte oggi da Sanremo: fare in modo che, anche di fronte alle nuove frontiere tecnologiche e strategiche dei conflitti, il diritto internazionale umanitario non diventi mai — per riprendere le parole del generale Battisti — soltanto “un pezzo di carta”.
Pierangelo Panozzo


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