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Facciamo chiarezza!
Una considerazione di Ciro Maddaloni sulla situazione attuale della guerra in Ucraina, pubblicata su ‘’il giornalediplomatico’’
02-06-2024 - Mai come in questi giorni l’Europa ha mostrato uno stato confusionale e dilettantesco, come quello con cui comunicano sia le istituzioni europee, sia i singoli paesi che ne fanno parte.
Dopo oltre 27 mesi di guerra, che ha visto morti, distruzione e orrori di tutti i tipi, si continua a disquisire sul “come” il Popolo ucraino è autorizzato, dai paesi donatori, ad usare le armi per difendersi dall’incessante aggressione russa.
Eppure i rappresentanti politici dei vari paesi che sostengono l’ucraina dovrebbero sapere che, anche per le guerre, esistono delle “regole”.
Ad esempio, l'articolo 51(5)(b) del 1977 della Carta delle Nazioni Unite sancisce il “diritto all'autodifesa”, individuale o collettiva, in caso di aggressione armata. L'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha adottato una definizione che include l'uso della forza armata, da parte di un paese, per difendersi dall'intento, da parte di un altro paese che tenta di acquisire un territorio, invadere lo stato o attaccare la popolazione civile. Vuol dire che uno Stato sotto attacco, da parte di un paese limitrofo ostile, ha il diritto di respingere l'attacco e di utilizzare la “forza proporzionata” per difendere la propria sovranità e integrità territoriale.

Allora bisognerebbe stabilire qual è la “forza proporzionata” che gli Ucraini possono usare per rispondere all’attacco da parte della Russia.
Se la Russia bombarda un centro commerciale, le abitazioni civili, le infrastrutture energetiche dell’Ucraina, qual è la reazione proporzionata?
Se si interpretasse alla lettere l’articolo 51, si potrebbe affermare che gli Ucraini possono rispondere al fuoco russo bombardando infrastrutture energetiche, centri commerciali e abitazioni civili. Ma questo non fa parte ne della cultura dei paesi occidentali, che sostengono l’Ucraina e neanche degli stessi ucraini.
Sarebbe inaccettabile e probabilmente cambierebbe in tutti noi la percezione della guerra in Ucraina, se le vittime di oggi diventassero i carnefici di domani.

Ai sensi dell'articolo 85(3)(b) del Protocollo Addizionale I del 1977, “lanciare un attacco indiscriminato che colpisca la popolazione civile o oggetti civili sapendo che tale attacco causerà eccessive perdite di vite umane, ferite ai civili o danni agli oggetti civili, come definito all'articolo 57, paragrafo 2 a) iii) è una grave violazione” della Convenzioni di Ginevra del 12 agosto 1949, relativo alla protezione delle vittime dei conflitti armati internazionali.
Inoltre, la Carta delle Nazioni Unite vieta l'uso della forza contro l'integrità territoriale o l'indipendenza politica di un altro Stato, quindi l’Ucraina violerebbe i trattati ONU qualora invadesse porzioni del territorio russo. 
E qui bisogna subito chiarire sia a Putin, sia ai suoi sostenitori, che l’annessione della Russia del Donetsk e del Donbass, successiva all’invasione del mese di febbraio 2022, ai sensi del diritto internazionale è stata giudicata non valida. E lo stesso discorso vale per la Crimea, che non è riconosciuta come territorio russo dalla maggioranza della comunità internazionale, successivamente all'annessione da parte della Russia del 2014. 
L’invasione della Crimea è stata dichiarata illegale dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite e non è stata riconosciuta da gran parte dei paesi del mondo.

L'Ucraina ha quindi pieno titolo a considerare la Crimea come un proprio territorio "temporaneamente occupato" e può rivendicarne la sua sovranità e compiere azioni militari per riconquistarla.
La comprensione e l’applicazione delle regole della Carta delle Nazioni Unite, può fare la differenza nelle decisioni che un paese soggetto ad un attacco può prendere nei confronti del paese aggressore. Il pieno rispetto di queste regole aiuterà anche a definire, alla fine del conflitto, come devono essere calcolati, rimborsati e da chi a chi i danni provocati dalla guerra.
Probabilmente queste considerazioni “tecniche” relative ai trattati internazionali non saranno sufficienti a far riflettere i paesi europei e a farli agire in modo coordinato per evitare di dare, sia ai russi, sia ai cittadini ucraini, lo spettacolo indecente che abbiamo visto nelle ultime settimane.
Ne queste informazioni serviranno a far riflettere i sostenitori nostrani di Putin che urlano a squarciagola che la Crimea, il Donbass e il Donetsk sono territori russi “per volere dei cittadini che hanno votato in un referendum per aderire alla Russia”, quindi, è la Russia che si deve difendere dall’aggressione ucraina.
I referendum effettuati successivamente all’invasione militare di quei territori non hanno valore legale e non sono stati riconosciuti dalla Comunità internazionale. L'Ucraina ha tutto il diritto di bombardare sia quei territori temporaneamente occupati, che le postazioni nemiche da cui partono gli attacchi contro l’Ucraina sul suolo russo. Perché è la Russia che ha lanciato un'invasione su vasta scala dell'Ucraina, violando il diritto internazionale.
//www.giornalediplomatico.it/ucraina-facciamo-chiarezza-trattati-internazionali-in-mano.htm

Ciro Maddaloni
 
  
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