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Manifestazioni ed Eventi

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‘’Terrorismo, Guerra e Religioni’’
Al convegno, organizzato al Circolo Ufficiale Forze armate a Roma, era presente Klarida Rrapaj

10-04-2025 - In un giorno che ha coinciso con la celebrazione della Festa della Polizia, presso il CUFA - Circolo Ufficiali Forze Armate d’Italia, si è tenuto il convegno “Terrorismo, Guerra e Religioni”, promosso da Andrea Marini Sera, direttore Jus et Pax S.e M.Sera.

L’evento ha riunito rappresentanti delle istituzioni, delle forze armate, del mondo accademico e religioso, offrendo un confronto multidisciplinare sui temi più delicati e attuali del nostro tempo.

Moderati da Ettore Guastalla, si sono susseguiti gli interventi di:
• Massimiliano Mancini, direttore responsabile Ethica Societas
• Daniele Garofalo, ricercatore e analista del Terrorismo
• Antonello De Oto, professore ordinario Unibo
• Luis Miguel Perea Castrillon, vescovo ordinario della Chiesa Anglicana d'Europa
• Nader Akkad, Imam della Grande Moschea di Roma

In qualità di psicologa e vittimologa, ho scelto di intervenire durante il dibattito ponendo una domanda che ritengo centrale, ma spesso trascurata: “Quale spazio viene riconosciuto oggi alle donne nei contesti dominati da guerra, terrorismo e religione?”.
Un’immagine di corpi migranti e silenzi parlanti è rappresentata dalla la donna nei conflitti tra terrorismo, guerra e religione.
Il mio intervento è nato dal lavoro clinico con donne sopravvissute a persecuzioni, violenze e conflitti, che sono fuggite portando con sé un dolore profondo, spesso inesprimibile. Accoglierle significa anche decifrare i segnali non verbali del trauma, ascoltare il linguaggio silenzioso del corpo e dello sguardo.

Luis Miguel Perea Castrillon, con grande lucidità, ha sottolineato come molte donne abbiano saputo reagire alla violenza diventando protagoniste del cambiamento sociale, ricoprendo ruoli di rilievo e costruendo percorsi di autodeterminazione.

Imam Nader Akkad, rispondendo con sensibilità e fermezza, ha ribadito che la donna nella tradizione islamica ha un valore sacro, riconosciuto e tutelato dalle autentiche interpretazioni della fede.

La giornata di riflessione ci invita ad andare oltre l’ascolto passivo e ad aprire lo sguardo su chi arriva da territori devastati dalla guerra o dal terrorismo. Dobbiamo imparare a guardare oltre ciò che sbarca da una nave o attraversa la terra, riconoscendo i segni invisibili di chi porta con sé esperienze di dolore profondo. Le donne e i bambini, in particolare, sono spesso le vittime più fragili e vulnerabili, e meritano un’attenzione speciale e preparata.

Come Direttrice per i Diritti delle Donne dell’International Police Organization, ritengo un dovere essere presente in contesti come questo, dove si affrontano tematiche fondamentali per la sicurezza e la convivenza. Tuttavia, troppo spesso la figura della donna vittima rimane sullo sfondo, evocata ma non realmente rappresentata.
E’ necessario cambiare questa dinamica e riconoscere le donne come protagoniste dei processi di mediazione, pace e ricostruzione, lavorando insieme a livello nazionale e internazionale per garantire loro spazi concreti di ascolto e potere decisionale.

*Dr. Klarida Rrapaj – Psychologist – Criminologist – Victimologist


Klarida Rrapaj
 
  
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