Manifestazioni ed Eventi

Mobilitazione industriale e deterrenza
Al villino Giulio Douhet in Roma si discute del futuro della Difesa italiana
25-06-2026 - Il 23 giugno 2026, il Centro Studi Militari Aerospaziali “Giulio Douhet” — CESMA — ha posto al centro del confronto, nella sua sede storica di Via Marcantonio Colonna a Roma, il ruolo dei principali attori dell’industria nazionale della difesa di fronte a un tema che non ammette più rinvii: come trasformare la capacità produttiva italiana in un fattore concreto di deterrenza e resilienza strategica.
Il convegno “Mobilitazione Industriale: costruire deterrenza e resilienza della difesa”, patrocinato dall’Aeronautica Militare, ha visto la partecipazione di rappresentanti di Leonardo, MBDA, Avio Aero, ASE ed Elytron — il nerbo produttivo e tecnologico del comparto aerospaziale-difesa italiano — sotto gli stucchi del Villino Douhet, la dimora che la consorte del generale Giulio Douhet, teorico del potere aereo, volle destinare per sempre agli studi militari.
La scelta del tema non è casuale né retorica.
L’Europa intera sta vivendo, con ritmi che non si registravano dalla Guerra Fredda, una fase di rimobilitazione industriale forzata.
Il piano ReArm Europe della Commissione von der Leyen ha messo sul tavolo fino a 800 miliardi di euro; l’EDIP — il primo programma europeo per l’industria della difesa, adottato dal Consiglio UE nel dicembre 2025 con una dotazione iniziale di 1,5 miliardi — sta cercando di correggere decenni di frammentazione degli acquisti, di dipendenza extraeuropea e di sottoinvestimento cronico nelle catene produttive.
Il problema non è più soltanto il bilancio della difesa: è la capacità fisica di produrre, e di farlo in tempi compatibili con le esigenze operative reali.
MBDA, di cui Leonardo detiene il 25%, incarna meglio di chiunque altro questo cambio d’epoca.
L’azienda ha chiuso il 2025 con ordini per 13,2 miliardi di euro e un portafoglio complessivo di 44,4 miliardi, e ha annunciato per il 2026 un incremento dell’output del 40%, un piano di investimenti di 5 miliardi per il quinquennio 2026-2030 e 2.800 nuove assunzioni.
Soprattutto, ha operato una rottura paradigmatica: non attende più il contratto firmato per avviare la produzione, ma anticipa acquisti di componenti e cicli manifatturieri sulla base di previsioni strategiche della domanda, assumendosi un rischio industriale quantificato in circa un miliardo di euro già impegnato senza copertura contrattuale.
È la fine del modello figlio dei “peace dividends”, quell’idea che si producesse solo ciò che era già stato ordinato e pagato. In Italia, gli stabilimenti di La Spezia, Bacoli e i nuovi poli in Emilia stanno diventando snodi dell’economia di guerra europea.
Avio Aero ha siglato un nuovo ordine con MBDA Francia per la fornitura di motori a razzo a propellente solido e superfici aerodinamiche per il sistema ASTER 30, per un valore superiore ai 35 milioni di euro su quattro anni: un segnale eloquente della profondità con cui la filiera italiana è inserita nei programmi missilistici europei più critici.
Leonardo, guidata dall’amministratore delegato Lorenzo Mariani, ha posto al centro del suo mandato l’accelerazione delle consegne dei sistemi in produzione e il rafforzamento dell’intera supply chain nazionale.
Il CESMA, diretto dal generale di Squadra Aerea (r) Giovanni Fantuzzi, ha costruito negli ultimi anni un format convegnistico che mette deliberatamente a confronto il pensiero dottrinario con la realtà industriale e operativa: dalla guerra algoritmica alle tecnologie quantistiche, dalla cybersicurezza duale alla proiezione dello strumento aerospaziale.
Il convegno del 23 giugno si inscrive in questa tradizione, ma con un’urgenza inedita: la mobilitazione industriale non è più un esercizio teorico di pianificazione strategica, bensì una condizione necessaria per la sopravvivenza della deterrenza europea in un contesto in cui la Russia ha già trasformato la propria economia in economia di guerra e la Cina sfida sistematicamente l’ordine internazionale.
L’Italia, con le sue eccellenze in missilistica, propulsione, elettronica per la difesa e aerospazio, può giocare un ruolo da protagonista — a condizione che la dimensione industriale venga riconosciuta come parte integrante della sicurezza nazionale europea.
Pierangelo Panozzo
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