Notizie dall'Italia

Nuke … si’ grazie
‘’Sulla battaglia referendaria del 1987, due personaggi costruirono le proprie fortune’’ sottolinea il generale Burgio
07-08-2026 - C’era una volta il nucleare in Italia, fino a che l’incidente tragico e colpevole di Chernobyl non mise tanto di quel terrore nell’italiche genti e portò al referendum del 1987.
Con esso i progetti per le centrali di Trino Vercellese, Caorso, Latina, Garigliano e Montalto di Castro furono mandati al macero, dopo ch’erano stati avviati negli anni ’60, con costi sensibili. Non recrimino, il fatto che Francia (Bugey e Creys-Malville, quest’ultima in smantellamento) e l’allora Jugoslavia (Krsko, oggi Slovenia,) se ne siano fregati di noi, collocando le loro centrali a 100 km dal confine col Bel Paese è incidentale, e da solo non giustifica che le avremmo dovute completare e utilizzare.
E per inciso, anche la Svizzera le ha e dopo aver pensato di chiuderle, sta rivalutando la decisione, alla luce degli sviluppi tecnologici che fanno ipotizzare concretamente che i futuri impianti saranno assai più sicuri.
Non posso però dimenticare due personaggi che forse non tutti ricordano, ma su quella battaglia referendaria costruirono le future loro fortune.
In sintesi: risolsero il loro problema occupazionale.
Da una parte la Verde/Radicale Rosa Filippini, per una breve stagione passata al Partito Socialista, già alla testa di “Amici della Terra”, ora direttrice editoriale de “L’astrolabio”, periodico d’informazione su energia, ambiente e risorse.
Di recente avrebbe ammesso che un ritorno al nucleare lo ritiene possibile, alla luce delle nuove tecnologie.
C’è poi Chicco Testa. Già Verde, parlamentare, ha avuto successo decisamente più ampio. Dal 1994 al 1996 è presidente di CISPEL (Confederazione Italiana dei Servizi Pubblici), del CDA di ACEA (Azienda Comunale Energia e Ambiente del comune di Roma), e membro del CNEL (Consiglio Nazionale Economia e Lavoro). Dal 1996 al 2002 è presidente del CDA di ENEL e membro del CDA di Wind. Membro del CDA del gruppo Riello (sistemi di riscaldamento) dal 2002 al 2004. Dal 2002 al 2005 è membro dello European Advisory Board del Carlyle Group, presidente del CDA dell’Agenzia per la Mobilità del Comune di Roma, e, fino al 2008, della società Roma Metropolitane del Comune di Roma.
Dal 2004 al 2012 è: Managing Director di Rothschild Italia; Board Director di Telit Communications Plc; presidente di Sorgenia Spa e di E.V.A. Energie Valsabbia. E per non stare con le mani in mano è vice presidente di Idea Capital Funds SGR; presidente di Fise Assoambiente e dal 5 luglio 2012 al 13 maggio 2016 è presidente di Assoelettrica. E poi presidente del CDA di Omnisyst e di Carbon Credit Consulting, membro del CDA di RES (Recupero Etico Sostenibile), vice presidente di Proger SpA.
Assistetti a una sua conferenza durante l’anno accademico 2012-2013 presso l’Istituto Alti Studi della Difesa, e apprezzai la sua sincerità nell’ammettere – a specifico quesito dell’uditorio – che la guerra contro il nucleare, che lo aveva visto indomito alfiere per anni, era da criticare.
E che invece auspicava un veemente ritorno al nucleare, per il bene (energetico) dell’Italia.
Sia chiaro, la mia non è critica: ritengo intelligente chi – al mutare di situazioni e conoscenza – ha il coraggio di mutare idea.
E il nostro, ben inserito nella cabina di regia dell’energia nazionale, ha elementi per essere credibile nelle sue indicazioni, cristallizzate in saggi scritti fra 2014 e 2020, come “Contro (la) natura. Perché la natura non è né buona, né giusta, né bella” (con Patrizia Feletig), “Troppo Facile dire di no. Prontuario contro l'oscurantismo di massa” con Sergio Staino e “Elogio della crescita felice. Contro l'integralismo ecologico”.
Ora, con cotanti alfieri (già) di verde vestiti, come si fa a non ritenere necessaria, da parte dell’oppiosuzione, un transito al nucleare?
Sorge poi una domanda: era proprio il caso di sbarrare con legge – ma anche con certosina opera di convincimento subliminale delle masse – la realizzazione di nuove centrali, senza lasciare uno spiraglio a evoluzione che potrebbe essere utile a tutti, visto i costi in crescita incontrollata dell’energia?
E a questo punto posso dire che mi piace proprio l’Italia.
Una persona può entrare in politica, combinare ASKATAFASCI sesquipedali con decisioni improvvide, garantirsi il futuro, convertirsi, e rimanere degno di seguito e credito.
Oh, chiaramente la conditio sine qua non è che entri in politica. Non che cambi idea o commetta ASKATAFASCI sesquipedali.
Carmello Burgio
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