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F35, perché l'Italia dovrebbe usarli?
Abbiamo chiesto il parere al generale Bruno Servadei, ex cacciabombardiere, di quelli che negli anni della Guerra Fredda, montavano la guardia con aerei già pronti all'eventuale sgancio di arma nucleare….

11-07-2013 - "Qualcuno ha sollecitato un mio commento sulla faccenda F35, altri mi hanno addirittura invitato a dare una mano a risolverla nel senso dell'annullamento del programma. Di recente anche RAI Radio3 mi ha intervistato sulla materia, attribuendomi delle capacità di giudizio forse in base al fatto che ho scritto un libro sui cacciabombardieri, perché altrimenti non so spiegarmi quale criterio abbiano seguito, stante il fatto che ho lasciato l'aeronautica quasi due decenni fa. In ogni caso anch'io, come molti, ho una mia idea sul problema: mi spiace per chi pensa che io possa dare una mano ad annullare il programma perché sono fermamente pro F35."
Vorremmo capire anche noi, quali siano i motivi a favore dell'acquisto di tali velivoli.
"Ne spiego il motivo.
L'F35 è l'unico cacciabombardiere di ruolo in produzione nel mondo occidentale: ha una tecnologia che è almeno una ventina di anni avanti a quella disponibile in Europa, che, peraltro, non ha alcun cacciabombardiere in fase di sviluppo. L'unico esistente, il Tornado, è ormai datato e andrà sostituito. Ricordo che il Tornado, quando è stato prodotto, non era altro che una una copia scarsa dell'F111, fatta 25 anni dopo, quando la tecnologia dell'F111 è arrivata in Europa. Si fa un gran parlare dei problemi dell'F35: vogliamo citare quelli che ha avuto l'EFA, o l'AMX , o qualsiasi altro aereo nella fase iniziale di messa a punto? Non ho dubbi che i problemi saranno risolti: la differenza fra i velivoli europei e queli americani è che l'F35 sarà acquistato in migliaia di esemplari da una nazione che le guerre le fa con una certa frequenza e necessità di mezzi affidabili".
Significa che gli Americani sono grandi esperti?
"Ricordo che negli ultimi conflitti i primi ad entrare in azione sono sempre stati velivoli Stealth americani: i nostri sono entrati in azione quando la strada era già spianata.
Il polverone sui problemi degli F35 ritengo sia in buona parte opera della lobby delle ditte produttrici dell'EFA, che vorrebbe rifilarci altri velivoli. Ma l'EFA è nato per fare un altro mestiere, costa come e più dell'F35, ha avuto anche più problemi di messa a punto e non è un gran che nemmeno nel suo mestiere, visto che ogni volta che compete per contratti esteri viene regolarmente battuto. Il cacciabombardiere deve nascere tale: ho volato per anni con l'F104S, un velivolo nato intercettore ed adattato a fare il cacciabombardiere: mi riesce difficile pensare ad un velivolo meno adatto a fare quel mestiere e sono veramente felice di non essere stato chiamato a sperimentarlo in capo operativo. Pochi sarebbero stati gli F104S in grado di rientrare da una missione svolta in un territorio ben difeso da sistemi contraerei! Se dovessi andare in missione su un territorio nemico vorrei proprio un mezzo come l'F35, invisibile e capace di sopravvivere alle offese, e di certo non un EFA!"
E' possibile pensare un futuro per l'Italia privo di aerei da combattimento?
"Qualcuno ipotizza che l'Italia non debba più avere velivoli da attacco: privarsi di una capacità di ritorsione in un mondo non proprio tranquillo, ed in un'area come quella del Mediterraneo piena di problemi in costante crescita mi pare come voler risolvere il problema dei furti e delle rapine abolendo polizia e carabinieri. Uno spreco i soldi spesi per gli F35? E quelli spesi per politicanti di ogni livello, il clero, le auto blindate, le scorte, etc etc?
Hai voglia a trovare sprechi in Italia!
Anche con i soldoni con cui si è costruito S.Pietro, le migliaia di chiese e tutti i capolavori che ci sono dentro in passato sarebbe stato possibile dar mangiare ai poveri! L'argomento e scivoloso, meglio lasciar perdere: vediamo invece quanto spendiamo noi per la difesa e quanto spendono i paesi a noi simili.
Salterà fuori che noi siamo quelli che spendono meno, molto meno, e non facciamo la parte che ci compete nella alleanza in cui viviamo, con o senza l'acquisto degli F35. In conclusione ritengo che averli, anche se pochi, accrescerebbe la nostra capacità di essere sentiti nell'area mediterranea, dove abbiamo un ruolo rilevante da svolgere e dove gli interlocutori sono abituati a valutare la capacità negoziale sulla base della forza di cui si dispone".

Maria Clara Mussa
 
  
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