Manifestazioni ed Eventi

L’arte entra in fabbrica
A Bagnara di Romagna il connubio tra elettrotecnica e bellezza, un segno nella cultura industriale romagnola
21-05-2026 - Le aziende AME e CEM di Alberto e Andrea Orrea aprono gli stabilimenti all’arte di Rossano Ferrari e Angelo Morucci.
Una giornata destinata a lasciare un segno nella cultura industriale romagnola.
C’è un luogo, in Romagna, dove oggi i trasformatori ad alta tensione convivono con i mosaici cromatici di Rossano Ferrari. È Via Madonna 20, a Bagnara di Romagna, nel cuore produttivo della provincia di Ravenna, dove giovedì 15 maggio 2026 si è svolto un evento destinato a restare nella memoria culturale del territorio: “L’Arte e l’Elettrotecnica”, una giornata-manifesto ideata e voluta da Alberto e Andrea Orrea, fondatori e anime delle aziende AME e CEM — il polo industriale che riunisce sotto una visione comune AME S.r.l. (Accessori Macchine Elettriche) e CEM S.r.l. (Costruzioni ElettroMeccaniche).
L’idea, coraggiosa nella sua apparente semplicità, è stata quella di aprire le officine alla bellezza.
Non in senso decorativo, ma nel significato più profondo del termine: dimostrare che chi costruisce trasformatori di potenza e chi dipinge con tessere incandescenti di colore, in fondo, compie lo stesso gesto.
Dare forma alla materia. Governare l’energia. Creare qualcosa destinato a durare.
Alberto e Andrea Orrea: la manifattura come visione culturale
AME e CEM condividono lo stesso indirizzo fisico — Via Madonna 20/A-B — ma soprattutto la medesima radice imprenditoriale: quella di Alberto e Andrea Orrea, imprenditori romagnoli che, nel corso dei decenni, hanno costruito due realtà complementari e sinergiche oggi riunite nel marchio REM Group.
AME opera nel settore delle apparecchiature elettriche di collaudo ad altissima tensione — dagli spinterometri ai generatori di impulso fino a 2.400 kV — mentre CEM, fondata nel 1978, è specializzata nella progettazione e produzione di macchine statiche, trasformatori monofase e trifase, alimentatori e quadri di distribuzione.
Due aziende diverse, unite dalla stessa filosofia: eccellenza manifatturiera romagnola, concreta e silenziosa, capace di esportare competenze nel mondo senza mai indulgere nell’ostentazione.
Per una giornata, però, quella voce si è alzata
E ha scelto di farlo attraverso l’arte.
Rossano Ferrari: il pittore che porta il colore nei luoghi della tecnica
Protagonista assoluto dell’evento è stato Rossano Ferrari, pittore modenese nato nel 1970, riconosciuto dalla critica internazionale come il “doppio mosaicista”, definizione coniata dal sociologo e critico d’arte Sergio Bevilacqua per descrivere la duplice natura della sua ricerca artistica: una costruzione cromatica fatta di tessere di colore e una profondità concettuale che vibra sotto la superficie delle opere.
Ferrari è un artista di caratura internazionale. Alcuni suoi lavori fanno parte della collezione permanente del World Erotic Art Museum di Miami, accanto a opere di Dalí, Masson, Miró e Picasso.
Nel 2008 ha donato opere al Pontefice, oggi custodite nelle collezioni dei Musei Vaticani. Nel 2017, a Mosca, un cosmonauta russo ha portato sulla Stazione Spaziale Internazionale la sua tela “Venus in the Sky”, divenuta l’unica opera pittorica al mondo ad aver orbitato attorno alla Terra.
Eppure è proprio a Bagnara di Romagna, tra banchi da lavoro, trasformatori e strumenti di collaudo, che Ferrari ha scelto di portare oggi la propria arte.
Le sue opere, esposte all’interno degli ambienti industriali di AME e CEM e visitabili tra una sessione tecnica e l’altra, hanno dialogato con le macchine con sorprendente naturalezza, dimostrando che la bellezza non teme i capannoni industriali. Anzi, talvolta li abita meglio di molte gallerie.
Angelo Morucci: la dignità culturale del lavoro manuale
Accanto a Ferrari, Angelo Morucci, artista e artigiano profondamente radicato nella tradizione manifatturiera romagnola, interprete di quelle arti pazienti e materiche che in Italia hanno sempre alimentato, spesso in silenzio, le grandi espressioni artistiche.
Insieme, i due maestri operano sotto il nome di MVartinDesign, progetto comune che nelle opere presentate durante la giornata ha trovato una delle sue espressioni pubbliche più mature.
Morucci porta nella scena artistica la scultura, la materia, il gesto lento e preciso di chi conosce intimamente i limiti fisici dei materiali e li trasforma in possibilità espressive. Le sue opere, poste accanto ai mosaici cromatici di Ferrari, hanno costruito un dialogo visivo che è insieme omaggio al lavoro manuale e rivendicazione della sua piena dignità culturale.
Un programma all’altezza dei grandi nomi evocati
La giornata, sponsorizzata da OMICRON Energy GmbH, è stata organizzata con rigore e attenzione ai dettagli.
Alle 9.30 l’accoglienza degli ospiti presso gli stabilimenti di Via Madonna. Alle 10.00 il discorso ufficiale di benvenuto. Dalle 10.15 l’avvio delle presentazioni tecniche, articolate in tre turni per garantire la massima partecipazione dei visitatori.
Ogni sessione, della durata di circa trenta minuti, si è ripetuta più volte nel corso della giornata, consentendo agli ospiti di alternare la fruizione delle opere artistiche alle attività di divulgazione scientifica.
Le aree dedicate agli approfondimenti tecnici portavano nomi che suonavano come un tributo alla grande storia dell’elettricità.
All’interno del camion espositivo OMICRON è stata allestita l’area “Nikola Tesla”, dedicata alla presentazione dello strumento OMICRON CPX 200, tecnologia di riferimento mondiale per gli asset di Alta e Media Tensione.
Nell’area “Alessandro Volta” è stato presentato il software OMICRON per la verifica degli asset primari.
Nell’area “Galileo Ferraris”, invece, l’esperto di alta tensione e forti correnti dell’INRIM — Istituto Nazionale di Ricerca Metrologica — ha approfondito la fisica delle prove ad impulso nei trasformatori.
Tre nomi simbolici, evocativi dei grandi pionieri dell’elettrotecnica, che hanno conferito all’intera giornata una dimensione quasi epica.
Alle 11.40 si è tenuta la lectio magistralis del sociologo e critico d’arte Sergio Bevilacqua dedicata al rapporto tra arte e industria.
A mezzogiorno il tradizionale momento della foto di gruppo, seguito dal pranzo presso la Rocca Sforzesca di Bagnara di Romagna, cornice storica di straordinaria suggestione dove il rigore medievale delle mura si è fuso con la convivialità tipicamente romagnola.
Nel pomeriggio, alle 14.15, la ripresa delle presentazioni tecniche, seguita alle 15.00 dall’intervento del professor Federico Benuzzi che, attraverso una divulgazione brillante e teatrale, ha costruito ponti inattesi tra fisica e sicurezza sul lavoro.
Alle 15.45 il momento conclusivo: il discorso di congedo e la consegna del catalogo “L’Arte dell’Elettrotecnica”, volume n. 24 della Collana Polierantes.
Il curatore Sergio Bevilacqua ne ha illustrato con passione il significato culturale e la visione artistica, chiudendo idealmente il cerchio tra sapere tecnico e sensibilità estetica.
La giornata si è conclusa alle 18.30 con aperitivo e cena presso il ristorante Coorte degli Sforza, a conferma che in Romagna persino il congedo può trasformarsi in un gesto culturale.
Quando arte e industria parlano la stessa lingua
C’è una lezione profonda in ciò che AME e CEM di Alberto e Andrea Orrea hanno realizzato oggi a Bagnara di Romagna.
In un Paese che troppo spesso separa il fare industriale dal fare artistico — quasi che il tornio e il pennello appartenessero a mondi inconciliabili — questa giornata ha dimostrato il contrario.
L’alta tensione e il colore obbediscono, in fondo, alle stesse leggi: disciplina, visione, precisione, rispetto per la materia.
Chi avvolge un trasformatore e chi posa una tessera di mosaico compiono gesti differenti, ma non distanti. Entrambi costruiscono qualcosa che deve resistere al tempo.
Alberto e Andrea Orrea questo lo hanno compreso da tempo.
E con “L’Arte e l’Elettrotecnica” lo hanno affermato con chiarezza, nel cuore dei loro stabilimenti, davanti ai collaboratori, ai clienti e agli ospiti provenienti da tutta Italia.
Un gesto di generosità culturale che merita di essere raccontato.
Perché la vera Romagna industriale è anche questa.
Pierangelo Panozzo
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