10:56 mercoledì 04.11.2026

Manifestazioni ed Eventi

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foto di: D.I.
Al servizio della Democrazia: istruzioni per giornalisti liberi
Conclusa ad Assisi la Scuola ‘’Giancarlo Zizola’’ dedicata ai giovani giornalisti

04-11-2026 - Per costruire le basi di una nuova democrazia e superare la miseria culturale, determinata anche da un’informazione digitale che oggi rappresenta la maggiore fonte di notizie, si può solo rimettendo al centro la dignità umana.
È quanto è emerso ad Assisi nella Scuola di Formazione “Giancarlo Zizola”, promossa e organizzata dai giornalisti e comunicatori cattolici dell’UCSI Unione Cattolica Stampa Italiana, che si è conclusa nello scorso fine settimana alla Cittadella Pro Civitate.
Assisi è stata il luogo di confronto e approfondimento sul ruolo dell'informazione in una società democratica, con particolare attenzione alle sfide che giornalisti e comunicatori sono chiamati ad affrontare in un contesto segnato da trasformazioni tecnologiche, polarizzazione del dibattito pubblico e diffusione della disinformazione.
L’intento è stato quello di fornire ai giovani, che si affacciano alla professione giornalistica strumenti, per essere liberi capaci di svicolarsi da un’informazione governata dalle poche grandi aziende che gestiscono i social media e l’IA, acquisendo la capacità critica di controllare, verificare le fonti, non rinunciando alle proprie competenze.
I saluti iniziali del presidente Vincenzo Varagona e dei vicepresidenti Domenico Interdonato e Maria Luisa Sgobba che ha coordinato l’evento, hanno preceduto i saluti degli ospiti e passato la parola ai relatori.

Il prof. Francesco Pira associato di Sociologia dell’Università di Messina e consigliere nazionale UCSI, ha moderato il confronto internazionale con Roberto Barbeito, professore di Sociologia Politica dell’Università Ray Juan Carlos di Madrid, il quale ha evidenziato come si sia determinato il collasso dei corpi intermedi, che hanno generato il concepimento di una nuova leadership influenzata da nuovi modelli di relazione, ma anche dall’individualismo e dall’attrazione di leader antidemocratici.
Sollevato anche un aspetto sociologico rilevante: la fuga della responsabilità collettiva.
Dilagante anche il populismo tecnocratico, che porta alla perdita di fiducia nelle istituzioni.

Indignados, Podemos e le ondate autoritarie successive sono stati i movimenti che hanno caratterizzato l’evoluzione sociale nel tempo, portando anche alla “polarizzazione affettiva” guidata dai partiti. Bisogna tornare a riporre al centro la democrazia, senza cedere al controllo dell’algoritmico connesso alla disintermediazione.
Vi è la necessità di costruire speranza e senso di spiritualità per tutelare la dignità umana, senza rimuovere dalle nostre vite morale e pensiero autentici. Una speranza basata sul recupero del senso di comunità per ricreare unità.
I giovani sono usciti dal paniere economico nazionale, così come il loro disagio dai programmi politici e soprattutto dell’informazione del Servizio Pubblico.
Sono loro ai quali va dato ascolto e voce, ha sottolineato Francesca Fialdini, conduttrice e autrice RAI. Sono gli adulti che hanno la responsabilità di dare le giuste attenzioni alle generazioni future, evitando, di trasformare il disagio, il dolore e la paura per il futuro, verso soprattutto lo stesso Pianeta, in una reazione politica strumentale.

È un segnale globale del disagio generazionale è la protesta scesa in piazza: in 57 paesi del mondo i giovani oggi lo gridano, reclamando il proprio diritto ad esserci, denunciando la precarietà del loro tempo e la disillusione verso il sogno che si è infranto.
L’Intelligenza artificiale, la manipolazione della realtà che soggiace all’algoritmo, è stata messo in evidenza da Gigio Rancilio, giornalista e formatore. “A volte dimentichiamo che dietro all’Intelligenza artificiale ci sono le persone e non le macchine. Il problema è la nostra incapacità, nel maggior parte dei casi, di riconoscere la verità.”  

Dobbiamo come giornalisti essere sempre più consapevoli, critici ed attenti.
Un esempio: negli Stati Uniti si stanno organizzando dei gruppi tecnici incaricati di manipolare l’Intelligenza artificiale, in modo tale che possa a sua volta manipolare le persone, incapaci di avere degli strumenti necessari per distinguere il vero dal falso.
“La maggioranza delle persone non sa distinguere i contenuti generati dall’IA da quelli generati dall’uomo.”
Gli stessi dati dell’Oxford Internet Institute hanno rilevato come almeno 80 nazioni, si usino i social per manipolare la popolazione.
È ciò che accade per influenzare l’opinione pubblica in caso di guerra, come avviene, ad esempio, nel conflitto in corso tra Russia e Ucraina.
Una questione che può rientrare in quello che si può definire “slopaganda”: un tipo di informazione, usata molto in ambito politico, che punta esclusivamente a “inondare” di contenuti fittizi, generati con IA, il ricevente così che non appena ci sia una notizia vera ma contraria al proprio interesse, il ricevente non sia più in grado di riconoscerla.

“Il vero problema è la ‘guerra all’attenzione’.
E per avere attenzione si urla sempre più”, tant’è vero che oggi si è passati dalla ‘postverità’ alla ‘postrealtà’, dove tutti hanno un ‘pezzo’ di ragione, che elevano però ad assoluta verità”.

L’evento è stato moderato da Maria Luisa Sgobba, le conclusioni sono state curate daVincenzo Varagona e da Giuseppe Riggio consulente ecclesiastico nazionale.
Sabato si è svolto il laboratorio coordinato dal prof. Pira dal titolo “Le nuove narrazioni disintermediate: IA e social media tra disinformazione e verità nascoste”, dedicato all'impatto dell'intelligenza artificiale generativa e delle piattaforme digitali sul sistema dell'informazione”.
“La verità è un bene comune - ha detto nel suo apprezzato intervento dal taglio divulgativo ma con precisi riferimenti scientifici – appartiene a tutti e richiede la responsabilità di ciascuno.
Difenderla significa proteggere la possibilità di comprendere il mondo, decidere liberamente e riconoscere gli altri come interlocutori”.

“Le riflessioni sviluppate durante la Scuola di Giornalismo di Assisi, hanno confermato quanto sia fondamentale rafforzare il ruolo dell'informazione di qualità e della formazione professionale”, ha dichiarato Pira - per questo è fondamentale investire nella formazione dei giornalisti e nella capacità di leggere criticamente le trasformazioni che le tecnologie digitali stanno producendo nelle nostre società”.

I lavori pomeridiani sono continuati con la presentazione del position paper e le interviste curate dai giovani del “Gruppo 5 M” giornalisti In gioco, con le carte delle 5 M. Domenica mattina si è svolta la cerimonia di premiazione del premio “Parole in Costruzione” a cura di UCSI Marche, dedicata alla giornalista e conduttrice televisiva "Maria Grazia Capulli" e assegnato alla giornalista RAI Enrica Majo, menzione speciale alla giornalista free lance Benedetta Torsello.
L’evento ha ospitato il laboratorio permanente di diretta web tv, con interviste curate dal circuito scuole di “Radio Panetti” e i giovani del “Gruppo Comunicazione UCSI” rivolto al sito e ai media. 

Redazione
 
  
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