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Dal Liceo Tasso di Roma lettera di protesta al Ministro Valditara
Micaela De Rubertis, insegnante di italiano Greco e Latino, invia alcune riflessioni sull’Esame di Maturità appena trascorso
08-07-2024 - Al ministro dell’Istruzione Valditara, la professoressa Micaela De Rubertis scrive una lettera di protesta per come il VH del Liceo Tasso di Roma è stato mal considerato dalla Commissione di Esame di Maturità.
De Rubertis sottolinea che il VH del Liceo Tasso di Roma è la sezione di eccellenza del liceo, perché oltre alle materie curriculari, eseguono un programma di matematica e fisica di gran lunga più approfondito, tanto che molti degli studenti sono in grado di iscriversi alle facoltà scientifiche.
Sin dal primo anno la professoressa aveva detto che la classe era particolarmente brillante.
Ben sei studenti avevano conseguito il massimo dei crediti per l’esame di maturità e per questo erano per così dire candidati ad essere promossi con 100 punti e lode.
Forse sei erano troppi? Infatti, non tutti i candidati hanno conseguito mil 100 e lode. Tre hanno visto abbassarsi i loro voti.
Ma come è successo? Avendo abbassato i loro voti agli scritti, i tre candidati non hanno potuto ottenere la lode.

Per come è strutturato l’esame attualmente per poter prendere la lode occorre avere il massimo dei crediti cioè 40, prendere 20 agli scritti e 20 agli orali. In nessun caso se non prendi 20 punti agli scritti o non consegui il massimo dei crediti potrai ottenere la lode.
 
Ebbene, come ha scritto la prof. De Rubertis, gli studenti esclusi dalla lode avevano un curriculum d’eccellenza avevano vinto le gare nazionali di matematica, ricevuto l’encomio di matematica e fisica partecipato a trasmissioni nazionali ed internazionali ecc.
Per questo motivo, la Commissione non avrebbe potuto procedere alla correzione dei compiti, per altro con griglie differenti da quelle additate dall’istituto, mettendo in minoranza i professori interni e falcidiando gli studenti, al solo fine di dimostrare che gli studenti del Tasso non sono poi così bravi…
Oppure che i professori del Tasso non sono così bravi? qual è il fine di un comportamento come quello denunciato?
C’è qualcosa che non funziona se l’esame di stato è diventato come Squid game e i  professori come quelli capitati nella commissione di esame del VH pare non abbiano esitato ad avvalersene.
Si saranno divertiti? Che dire invece agli studenti che hanno ingenuamente creduto nel giusto riconoscimento del proprio impegno e nel lavoro conseguito per  5 anni?
Gli diciamo che così è la vita e la prossima volta avranno più fortuna?

Lettera al ministro dell’istruzione e del merito

Roma 8, luglio 2024
Illustre Ministro Valditara
Ministero dell’Istruzione e del Merito
Viale Trastevere, 76/a - 00153 ROMA
e p.c.
Gentilissima Prof.ssa Anna Paola Sabatini
Direttore Generale URS Lazio
Via Frangipane 41
00184, Roma
Gentilissima Dottoressa Patrizia Ignazi
Coordinatore Servizio Ispettivo,
URS Lazio
Via Frangipane 41
00184, Roma
 
Sono una docente del Liceo Tasso di Roma e mi trovo a scriverLe per condividere alcune riflessioni sull’Esame di Maturità appena trascorso.
È possibile che dopo aver passato cinque anni con ventuno alunni di una classe eccellente, sempre disponibili, interessati, pronti ad aiutare chi è in difficoltà, vincitori di certamina, menzioni d’onore, intervistati al telegiornale nazionale o protagonisti di special televisivi internazionali, è possibile – dicevo – che si metta in discussione il lavoro di cinque anni?
Eh sì, Illustre Ministro, perché questo è stato fatto dai membri esterni della Commissione RMLI039.
Presidente sgarbata, a tratti maleducata, ostile verso il personale scolastico, verso i commissari, e, in particolare, verso chi, come me, ha messo in discussione le sue affermazioni. La Commissione esterna ha immediatamente fatto notare il punteggio brillante dei candidati della sezione H. Il Consiglio di Classe avrebbe dovuto vergognarsi di questo? O ha dovuto subire la malcelata allusione a …cosa? Ad aver “gonfiato” i crediti? Un Consiglio di classe che negli anni ha visto alternarsi tredici docenti. Tutti dotati di buoni polmoni? Tutti carenti nella valutazione? O forse docenti, in buona parte, efficaci, appassionati, che hanno lavorato su studenti dotati di buone od ottime potenzialità, che da potenze sono diventate atti?
Il Presidente ha preteso di correggere i compiti di italiano al posto della commissaria interna (io); sono sempre stata messa in minoranza, essendo la sottocommissione composta, oltre a me, da due esterni più la Presidente. La partita è sempre finita 3 ad 1. Sono stati contestati avverbi (solamente per soltanto), congiunzioni coordinanti (allora al posto di pertanto), l’uso delle subordinate risultanti corrette, ma troppo numerose (ho chiesto loro se avessero presente il periodare di Cicerone o quello di Umberto Eco), e, soprattutto, i collegamenti tra le discipline e le citazioni (troppe) di autori studiati nei cinque anni o letti per passione personale.
Ma non è proprio questo, Ministro, che Lei ha chiesto a noi insegnanti, ovvero che, al di là degli elementi tecnici e specifici di ogni disciplina, si lavorasse per formare cittadini attivi, consapevoli dei nostri valori culturali e sociali? Penso a quanto abbia detto Lei a Giù la maschera su Rai Radio 1: “Quello che è importante è l’elasticità di riflessione. Cosa vuol dire? Possedere ciò che gli anni di scuola vi hanno lasciato, aver capito e compreso, saper fare delle connessioni. Non il nozionismo che non interessa alla nuova maturità”.
Gli studenti della VH sanno fare le connessioni; lo può verificare, leggendo i loro ottimi scritti. Ottime produzioni di prima prova a cui, tanto per abbassare il voto, si è contestata la “coerenza nella ideazione”. Difficile da dimostrare, la coerenza nella ideazione; così i 20 sono diventati 18, i 18 si sono trasformati in 16 e i 16 in 14. Sempre 3 voti a favore e uno contrario. Ministro, può cortesemente chiarirmi se i membri esterni hanno il ruolo di punire e mortificare il lavoro di cinque anni? Se il Presidente debba influenzare sulla base di una bieca autorevolezza? Perché, se giungono presso l’istituto a cui sono stati indirizzati con questa intenzione, forse è meglio evitare del tutto gli interni. Io mi sono sentita umiliata, accusata di essere polemica, sempre messa all’angolo. 
E veniamo ora, parlando διὰ βραχέων, al commissario esterno di greco.
Prima di tutti ha affermato di volere una traduzione “letterale”. Mi è venuto in mente Sacchi che beffeggiava noi studenti, dicendo non esistere una traduzione letterale e una libera, ma una buona o una cattiva traduzione. Che dire di Giovanni Pascoli che traduceva trasformando subordinate, interscambiando nessi verbali con nessi nominali (Traina) o le meraviglie della sua iperversione (Mengaldo e Garboli) insieme lirica, commento e traduzione dissipata. Non voglio neanche citare Giacomino, nelle cui traduzioni emerge “la fascinazione per l’originalità, la tensione verso uno spazio di libertà dalle regole della scrittura, nonché la ricerca di un registro che, non eccessivamente condizionato dall’artificio, attinga ora al semplice e al naturale, ora al passionato e al caldo” (Camarotto).
Tornando alla traduzione “letterale” di cui sopra, ho reso edotto il collega del fatto che ho passato tutto il quinto anno ad indurre i miei ventuno alunni a tradurre in un italiano elegante, fluido e moderno. Tradurre è ragionare ed interpretare nella propria lingua il pensiero greco o latino, di certo nel rispetto della morfosintassi, ma elaborando. Del resto, la lingua greca d’autore ha una struttura sintattica e morfologica diversa dall’italiano, impossibile da rendere “letteralmente”, parola per parola. Il professor F. non ha tenuto conto di quanto spiegato da me. Si è presentato il giorno delle correzioni con un foglio stampato con la “sua” traduzione, a cui quella dei ragazzi avrebbe dovuto corrispondere. Chiedo a lei, Ministro, se questo è un modo di correggere e valutare il lavoro degli studenti.
Passiamo alle domande che seguono la traduzione, in particolare, alla terza richiesta, detta anche produzione: “Minosse è esaltato usando come argomento principale la sua frequentazione di Zeus e la relazione amicale da lui instaurata con il dio. Vivere a fianco di persone egregie e, più in generale, la socializzazione con chi riteniamo degno della nostra stima accende l’animo a forti cose. Il candidato illustri il concetto attraverso altri esempi, incontrati nel percorso di studio o mediante approfondimenti personali”.
Il commissario esterno ha detto ad alcuni ragazzi che dovevano limitarsi ad esempi tratti dal mondo greco, ad altri, invece, di parlare del mondo classico. E già qui notiamo una incoerenza. Ho, inoltre, informato il collega, prof. F., che il Dipartimento di latino e greco del Liceo Tasso avesse stabilito che, come da indicazioni del Ministero, l’ultima richiesta fosse aperta ad approfondimenti e collegamenti interdisciplinari. Il collega non ha tenuto conto neanche di ciò e ha segnato come erronei tali collegamenti, abbassando il voto della prova. Ha inoltre penalizzato tutti gli studenti che avessero indicato “la socializzazione con chi riteniamo degno della nostra stima”, tra un gruppo, affermando che la consegna fosse relativa solo a rapporti a due (idee un po’ confuse o problemi nella comprensione del testo italiano?).
 
I ragazzi sono cambiati rispetto a quelli di 15 o 10 anni fa. Non è forse il caso di modificare l’Esame di Maturità? Magari lasciando gli interni e inviando un Presidente di commissione esterno (possibilmente equilibrato) che sovraintenda la regolarità delle prove? Renderemmo il tutto più veloce. Pensi anche al fattore economico, a quanto lo Stato risparmierebbe.
Con viva cordialità,
Micaela De Rubertis*

 *Micaela De Rubertis, insegnante di italiano greco e Latino presso il prestigioso e indiscusso Liceo Torquato Tasso




Maria Clara Mussa
 
  


 
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