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‘’L’amore deviato che uccide”
Considerazioni della dottoressa Rrapaj sull’omicidio della bambina di 14 anni, Martina Carbonaro
29-05-2025 - Afragola, provincia di Napoli. Un armadio dismesso in un palazzo qualunque diventa una tomba. Dentro, il corpo senza vita di Martina Carbonaro, 14 anni. Uccisa, secondo la confessione del suo ex fidanzato, Alessio Tucci, 18 anni, con una pietra. Perché? Perché lei aveva deciso di lasciarlo. E lui non lo ha accettato.

‘’Siamo di fronte a un caso di femminicidio adolescenziale’’, così esprime il proprio parere la dottoressa Klarida Rrapaj, esperta, psicologa e criminologa.
“E questo lo rende ancora più spaventoso. Non solo per la giovane età della vittima, ma anche per la dinamica relazionale che riproduce in modo quasi scolastico le logiche del controllo, della dipendenza emotiva e della reazione punitiva.
Come psicologa, è evidente che ci troviamo di fronte a una generazione esposta a modelli relazionali distorti, dove l’identità personale è fragile e la gestione delle emozioni assente. Nessuno insegna loro che l’amore finisce, che si può soffrire senza distruggere, che si può essere lasciati senza per questo perdere valore”.

La criminologia ci mostra che questo tipo di delitti – omicidi di possesso – sono spesso preceduti da segnali chiari.
Chiediamo a Rrapaj quali sono tali segnali?
“Isolamento della vittima, controllo ossessivo, escalation di rabbia. Ma questi segnali non vengono colti, o peggio, vengono normalizzati. Alessio, secondo le prime ricostruzioni, avrebbe premeditato l’aggressione, agito con violenza, poi cercato di cancellare le tracce. Un delitto lucido, non di follia”.

E allora torniamo alla domanda che ci rimbalza in testa ogni volta: quante altre ragazzine devono morire per convincerci che il problema non è solo culturale, ma strutturale?

“Le leggi servono. L’educazione serve. Ma se continuiamo a dire sempre le stesse cose mentre seppelliscono un’altra Martina, dobbiamo anche avere il coraggio di ammettere che così non basta.
Cos’altro deve accadere per svegliarci davvero”…



Redazione
 
  


 
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