L'intervista con...

''L’ingegnere operativo. Una vita in azzurro'' di Maurizio Pennarola
Intervista con il generale Vincenzo Camporini a seguito della sua recensione del libro scritto da Pennarola
11-12-2024 - Il generale Maurizio Pennarola, del Genio Aeronautico Ruolo Normale, ha pubblicato un libro, edito dalla Casa editrice LoGisma, dal titolo “L’ingegnere operativo. Una vita in azzurro”.E’ un'opera autobiografica, in cui l’autore, laureato in Ingegneria e Scienze Politiche con due Master in Relazioni internazionali e Difesa Cibernetica e oggi generale della Riserva, dedica il resoconto della propria vita ai giovani, soprattutto a quelli in età scolare.
Il suo obiettivo è di stimolare in loro il massimo impegno nello studio, impegno sempre vincente in tutte le circostanze della vita.
“Ci ho messo più di un anno a scrivere questo libro”, racconta Pennarola, “con lo scopo di comunicare ai ragazzi italiani che è davvero possibile, per un bambino di una famiglia normale, semplice e di sani valori, affermarsi nella vita e realizzare qualcosa di bello, di importante. Sono il primo laureato della mia famiglia, sia per parte paterna che materna, e ora che mi volto indietro a guardare la mia vita posso dirvi il segreto che mi ha spianato la strada a importanti e avvincenti incarichi”.
L’autobiografia ha una curiosità editoriale: è stata in gran parte scritta a quattro mani, con l’ausilio delle testimonianze dei genitori, degli amici e dei colleghi e superiori coi quali l’autore ha lavorato negli anni.
E un’altra particolarità consiste nella sua decisione di dedicare la maggior parte del ricavato a due associazioni: ONFA (Opera Nazionale Figli degli Aviatori), che sostiene i figli dei militari A.M. scomparsi e l’ANAFIM (Associazione Nazionale per l’Assistenza ai Figli Minorati di dipendenti ed ex dipendenti militari e civili del Ministero della Difesa).
Quest’opera di Pennarola ha avuto una interessante recensione da parte del generale Vincenzo Camporini già capo di Stato Maggiore della Difesa, sempre molto attento a fatti e accadimenti sociali e politici, che ci ha spinti ad effettuare un’intervista che qui vi proponiamo.
“Ecco il libro di un vero Generale, di colui che ha avuto responsabilità di gestione di uomini e mezzi, e che scrive per fini sociali, diciamolo, ben superiori alle diverse opinioni politiche…''
Queste parole con cui il generale Camporini apre la sua recensione al libro del generale Pennarola, ‘’L’ingegnere operativo. Una vita in azzurro. Quando studio, passione, applicazione e lavoro di squadra fanno la differenza’’ hanno colpito la nostra attenzione.
Dunque, generale Camporini, come deve essere un vero generale?
Possiamo rifarci alla categorizzazione attribuita a Von Moltke, con le combinazioni delle quattro qualità: intelligenza e stupidità, attivismo e pigrizia. Personalmente preferisco un Generale intelligente e pigro, che prima di decidere ci pensa bene e non è mai avventato perché è consapevole delle conseguenze di una decisione; la pigrizia lo induce anche a valorizzare i dipendenti, utilizzando sapientemente lo strumento della delega d’autorità: in questo modo può ottenere una collaborazione attiva e proficua. L’intelligenza, peraltro, gli consente di sapere distinguere fra i dipendenti quelli animati da sincero spirito di collaborazione da chi cerca solo di ingraziarsi il capo.
Quest’opera di Pennarola per dichiarazione dell’autore è dedicata ai giovani; ma lei, generale, nella sua recensione ha invitato alla lettura genitori, zii, nonni… perché?
Perché queste sollecitazioni, questi esempi, questi indirizzi rivolti alle giovani generazioni possono essere raccolti e fatti propri solo se il terreno è fertile, se è stato preparato, se le famiglie, con tutti i loro componenti hanno educato i giovani, se hanno loro trasmesso i valori fondanti del dovere e della solidarietà,della necessità di un impegno personale e generoso.
Il compito di genitori, zii, nonni è fondamentale per creare cittadini consapevoli e responsabili e credo indispensabile, nella attuale temperie culturale, richiamare gli anziani ad un ruolo certamente faticoso e impegnativo, ma indispensabile se vogliamo procedere nella costruzione di una società più giusta, anche in vista dei futuri scenari, che non appaiono molto tranquillizzanti.
Nella sua recensione lei sottolinea l’importanza della Difesa dell’Europa da attacchi missilistici… riferimento alla situazione attuale del conflitto America Russia in Ucraina? Come dovremmo reagire?
In questa fase storica, il tema della Sicurezza in senso lato deve essere sottolineato, evidenziando che non ci può essere sviluppo di una società civile senza sicurezza. Con la fine della guerra fredda ci eravamo illusi che, per lo meno nello spicchio di globo che ci ospita, il tema potesse essere messo in secondo piano, il 24 febbraio 2022 è suonata la sveglia e ci siamo accorti delle nostre vulnerabilità. Al di là di quanto accade sul fronte tra Russia e Ucraina, che pure deve guidare la nostra pianificazione operativa, un aspetto di preminente importanza è la campagna aerea e missilistica condotta da Mosca contro le infrastrutture ucraine, infrastrutture che sono vitali per la vita quotidiana, come ad esempio quella elettrica, sia nella parte di generazione che in quella distributiva. Contro questa minaccia le capacità dell’Europa Occidentale sono modeste: qualcuno si è azzardato a valutare che sarebbero solo il 5% di quanto necessario. Pertanto un programma di potenziamento appare indispensabile, sperabilmente mettendo a frutto le capacità tecnologiche disponibili nel comparto dell’industria della difesa nei nostri paesi, in modo da non dover ricorrere a fornitori esterni.
Grazie generale Camporini per aver accettato di dialogare con noi.
Maria Clara Mussa

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