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Italia non aspetta più Bruxelles
''Mar rosso chiuso e l’Egitto davanti al suo incubo peggiore'', ne tratta il generale Morabito della NATO Defence College Foundation
18-09-2026 - 

La conquista, nel territorio dello Yemen, di tutto il litorale nel Mar Rosso compresa la città di Mocha da parte degli Houthi (Gruppo armato terroristico considerato un “proxy” dell’Iran) può costare a Il Cairo più di una guerra.
In queste stesse ore, il nostro governo ha intelligentemente deciso di agire a Bab el-Mandeb, senza attendere la decisioni della UE, per quanto attiene al transito per Suez nel Mar Rosso dei navigli commerciali battenti bandiera italiana..
Per tre anni si è parlato del Mar Rosso e delle minacce Houthi (anche portate avanti in modo cinetico) come di un possibile problema.
Negli ultimissimi giorni quel mare e il suo stretto sono chiaramente divenuti un “grosso” problema.

I gruppi armati filo iraniani degli Houthi hanno occupato l'intera costa yemenita sul Mar Rosso, Mocha, Khaled bin Walid, l'isola di Perim e le Hanish all'ingresso di Bab el-Mandeb. Contemporaneamente, l'oleodotto Est-Ovest saudita che permetteva di bypassare Hormuz è stato attaccato con missili e droni e , per il momento, reso non operativo.
Lo stretto di Hormuz chiuso a est, Bab el-Mandeb sotto minaccia Houthi a ovest ha provocato la crescita del prezzo sia del Brent a sia del WTI, ma il vero problema ora è Suez per l'Egitto e per il nostro paese.

L’Egitto e le sue finanze statali dipendono da Suez (10,3 miliardi nel 2023, 4 miliardi nel 2024 -60%,). Il governo egiziano ha evidenziato di aver perso 7 miliardi A luglio scorso c'era stata una limitata ripresa (1.340 navi, +27%) perché le petroliere scappate dalla pericolosa situazione a Hormuz risalivano verso Suez. Poi venerdì è arrivato l’attacco degli Houti e tutto si è fermato.
Oggi siamo a 30-35 navi al giorno contro 65 indicate come media dei passaggi e questo crea una crisi economica importante per l’Egitto.
Il Cairo ha risposto con sconti anche del 15% sui pedaggi (abbassando le tariffe di transito) ma purtroppo, sono rimaste le paure per la sicurezza".
Gia ieri a La Spezia il Ministro della Difesa Guido ha annunciato di preso decisioni importanti.

Il nostro Ministro è l'unico europeo che da anni ripete che gli Houthi valgono 10 volte Hamas e hanno capacità militare più elevata di Hezbollah quale gruppo più organizzato finanziato dall'Iran. Lo ha dichiarato in Parlamento nel febbraio 2024 quando tutti parlavano di Hamas e sfortunatamente non era nel torto perché con Mocha in mano, gli Houthi hanno dimostrato di essere una forza importante e ben organizzata.
La visione del ministro Crosetto è diversa da quella americana.
Per Washington gli Houthi sono, al momento, solamente proxy da bombardare (129 raid aerei sauditi in 48 ore).
Per Crosetto sono attori di una guerra ibrida che interrompe le vie di comunicazione di alcuni Paesi per avvantaggiarne altri (Cina Popolare e Russia le cui navi non vengono attaccate).
La conseguenza sta in una risposta che non può essere solo quella militare di USA-GB (che comunque pare abbiano ridotto le attività cinetiche del 50%) ma dobbiamo passare alla protezione fisica dei nostri interessi marittimi e a decise azioni diplomatiche.

Da qui l'importante annuncio “Ho deciso, insieme al Capo di Stato Maggiore della Difesa, di attivare la Marina Militare per predisporre quanto necessario per garantire il transito in sicurezza delle navi italiane nello stretto di Bab el-Mandeb.
Non appare, al momento, una buona decisione quella di aspettare che sia Aspides (anche denominata EUNAVFOR missione diplomatico – militare di sicurezza marittima EU) a decidere se le navi possono passare o meno. Il Ministro fa sapere che abbiamo le capacità per proteggerne il passaggio e non possiamo permettere che ritardi decisionali burocratici aggravino una situazione già complessa".
//www.cybernaua.it/news/newsdett.php?idnews=13960

Quanto nelle intenzioni del Ministro appare quale uno strappo con Bruxelles.
L'Italia è parte dal 2024 della citata operazione navale Aspides - missione difensiva UE e ha già partecipato con una fregata per 12 mesi, la Bergamini e più assetti aerei per sorveglianza.
Ma Aspides deve decidere all'unanimità come agire (con 27 burocrazie avviene con tempi biblici) e quindi il ministro Crosetto fa sapere che l’Italia che ha 10 mercantili italiani in coda davanti a Bab el-Mandeb che necessitano di immediata scorta (1.200 navi al mese transitano/transitavano) ed è pronta ad agire perché’ l'economia italiana non può aspettare.

Il 40% del commercio marittimo italiano passa da Suez diretto ai porti italiani e se si allunga la navigazione di almeno 10 giorni circumnavigando l’Africa i costi di trasporto possono anche quintuplicare. Il Ministro ha affermato che ritardare significa frenare l'economia, far lievitare i costi per le famiglie e mettere a rischio la coesione sociale.
Il piano individuato prevedrebbe la scorta nazionale immediata senza mandato UE utilizzando nave Bergamini e poi i modernissimi aerei F-35 (quale sorveglianza) per portare a 27 navi al giorno i transiti con bandiera italiana.

Non ci saranno azioni cinetiche offensive perché il Ministro sostiene che è impossibile fermare completamente gli Houthi.
L'Italia non bombarderà lo Yemen, ma proteggerà i suoi mercantili.
Questa sarà la significativa differenza tra le operazioni di USA/Arabia e Italia.
C'è anche un elemento nuovo che accelera le decisioni di Roma.
Infatti, ieri un Eurofighter italiano a Taif, base saudita dove sono distaccati istruttori italiani, è stato colpito a terra da schegge di droni provenienti da aree ostili della regione in mano a elementi filo-iraniani. Nessun ferito, ma per la prima volta un moderno aereo italiano è parte lesa dell'escalation militare nella regione stessa.
Fino a ieri il problema era puramente economico ma oggi si deve considerate importante la protezione del personale addestrativo in Arabia Saudita.

La strategia italiana sarà quindi quella di sostenere che Suez non è più canale neutrale dal novembre 2023, perché oggi appare diventato parte del conflitto.
Gli armatori che hanno creato lock-in su Capo di Buona Speranza - hub Tanger Med, Lomé nell’ipotesi che già da domani gli Houthi dicessero "di non attaccare il naviglio” non tornerebbero subito nel Mar Rosso. Nel 2025 dopo tregua a Gaza tornarono a transitare solo 229 navi circa la metà del normale traffico.
Quindi si deve confermare una presenza navale stabile, non sconti sui pedaggi.
In conclusione, mentre Arabia e USA discutono se bombardare Mocha, l'Italia non aspetta più il cartello europeo, fa da sé per proteggere il suo commercio (qualunque tipologia esso sia).
In sintesi, appare importante capire che di fronte al rischio che gli Houthi affondino una nave a Suez per chiudere lo stretto, bisognerà essere certi che si accontentino di limitare la loro avanzata a Mocha. Non appare al momento chiaro se gli Houti sono pronti a provocare l’Egitto e subirne le probabilmente importanti conseguenze militari

Oggi è chiaro che non servirà che l'UE decida, nell’immediato e all'unanimità, d‘assicurare il transito per Suez ma forse basterà che una modernissima fregata italiana decida di passare in postura difensiva per salvaguardare/proteggere sia le nostre navi sia il sovrano interesse nazionale.



Giuseppe Morabito
 
  


 
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