15:28 mercoledì 23.09.2026
2026 Centenario dell’Aeroclub di Milano
Celebrato l’anniversario sul campo di Bresso, nei giorni 12 e 13 Settembre (reportage esclusivo di R. Allesina)
fotografie di: R.Allesina

18-09-2026 - Una perla al centenario: sono le ore 15 del 12 settembre, il rombo del motore del Caproni Ca 100 fa sentire il suo sound particolare di altri tempi, Renato Cortelletti lo ha appena avviato per il riscaldamento, a bordo come passeggero Pier Francesco Meazzini Boccadoro nipote di Gianni Caproni.


E’ così che inizia, per gli appassionati del volo, la due giorni per celebrare il centenario sul campo di Bresso.
In realtà tutto è cominciato dalla mattina quando il presidente dell’aeroclub di Milano, Filippo Colnaghi, dal palco ha dato il benvenuto al “popolo delle manifestazioni aeree ”presentando nel contempo il libro che riassume questi cento anni dalla sua fondazione a Taliedo (campo della Caproni) nel 1926; il conseguente trasferimento a Linate nel dopoguerra e, dal 1960, anche in occasione del rifacimento della pista, con il riorientamento nord-sud viene spostato sulla sede attuale di Bresso
Questa in sintesi la storia di questi cento anni che ha visto tra i soci personaggi come Leonardo Bonzi (l’angelo dei Bimbi di don Gnocchi) Franco Bordoni Bisleri che fu presidente nel dopoguerra e asso dell’aviazione, ma anche altri che hanno contribuito a raggiungere questo traguardo.

Il giorno seguente il presidente Colnaghi ha accolto le autorità illustrando le attività e visitando i velivoli esposti.
Dalle prime ore della mattina una folla si è messa pazientemente in fila per partecipare a questo evento, creando una lunghissima coda.
Nell’ampio hangar tra i vari espositori (aerei, automobili e vari sponsor) quello che ha riscosso più successo è stato quello dell’Aeronautica Militare presente con un 339 della PAN dove personale specializzato era a disposizione per evidenziare i compiti della Forza Armata nell’ambito di un percorso finalizzato ad un coinvolgimento della società civile.
All’ora di chiusura, ancora tantissime persone erano in fila perché volevano provare le emozioni di salire al posto di pilotaggio del 339.
Presenza interessantissima e innovativa lo stand del Politecnico di Milano, dipartimento Scienza e Tecnologia Aereospaziale, due sezioni: Sky Word per i razzi (di cui ho scritto in precedenza ) e Fly Me per i droni.
Hanno avuto entrambi un buon numero di visite, l’importanza della presenza dei “ragazzi del Politecnico” e’ che sono la risorsa viva di una nazione già nel futuro.

La sezione Fly-me ha presentato un drone che ha partecipato al concorso indetto a Stoccarda dove si sono misurati con altri politecnici in una gara per realizzare un drone veloce le cui specifiche erano: un motore unico per tutti i partecipanti nel caso due motori elettrici dalla potenza di 0,25 cv ciascuno, potenza totale di mezzo cavallo vapore e peso entro 5 kg; gli ingegneri del Politecnico da queste specifiche hanno creato un drone che ha raggiunto la velocita’ di 130 chilometri orari, dimostrandosi degni successori di Stelio Frati che nel 1955 realizzo il Falco 160 CV che in una esibizione si confrontò con aerei acrobatici molto più potenti uscendone a testa alta.

A conclusione una nota storico automobilistica; vi erano delle auto storiche tra le quali una BMW (ha fabbricato anche motori aeronautici) 507 una ‘auto di lusso che per produrla la Bmw rischiò il fallimento, si salvò dalla bancarotta acquisendo dalla isoRivolta la licenza di produzione della Isetta il cui stabilimento si trovava nel comprensorio di Bresso.
Oggi, gli ex stabilimenti Rivolta sono un parco con annesso museo.
Anche questa storia a margine fa parte dei 100 anni dell’Aeroclub.
Ruby Allesina


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