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foto di: Cybernaua
In ricordo di Lamberto Bartolucci
Il generale è scomparso il 26 febbraio scorso falciato da un automobilista sulle strisce pedonali, a Roma

28-02-2020 - La scomparsa del generale Lamberto Bartolucci ci ha lasciati addolorati e sconvolti anche per la dinamica in cui è avvenuta.
E’ stato vittima di un incidente stradale, sulle strisce pedonali di una via di Roma, ove un automobilista lo ha centrato in pieno; ricoverato all'ospedale militare Celio, ove ha ricevuto cure e tanta dedizione e affetto, a causa delle gravi lesioni ha cessato di vivere due settimane dopo.
Un uomo, classe 1924, pilota caccia e ricognitore, che ha fatto la Storia dell’Aeronautica Militare per la sua professionalità.
Fu Capo di stato Maggiore dell’Aeronautica e poi della Difesa.
Conoscevo Lamberto Bartolucci sin dal 1969.
Allora, a Gioia del Colle, svolse l’incarico prima di vice comandante del 36° Stormo e poi comandante, l’anno successivo.
Con lui e con sua moglie Giovanna fu subito sincera amicizia. Erano una coppia esemplare.
Ricordo incontri conviviali ove lo spirito ironico del generale rendeva allegre le ore trascorse insieme.
Forte, determinato, “servitore leale” della Patria, Bartolucci aveva superato terribili momenti durante i lunghi anni di inchieste, sul fatto di Ustica, sostenendo, senza che mai cedesse la sua forza, l’estraneità dell’Aeronautica Militare.
Ne uscì a testa alta, assolto da ogni accusa.
Ne parlavamo spesso, quando periodicamente andavo a trovare lui e la sua carissima Giovanna, nella loro abitazione a Roma.
Voglio anche ricordare uno degli ultimi interventi come relatore alla Casa dell’Aviatore, ove era stata organizzata una conferenza:
“L’Aeronautica nella guerra di liberazione”.
Bartolucci espose con grande lucidità fatti accaduti in quel periodo, //www.cybernaua.it/video/video.php?idvideo=187, con l’ironia e la capacità espressiva che gli erano usuali, portando la sua testimonianza degli avvenimenti legati all’armistizio nell’Accademia Aeronautica a Forlì e della propria partecipazione alla lotta clandestina a Roma.
L’ultima telefonata nel periodo natalizio, per lo scambio di auguri, terminò con la promessa di una visita.
Non ho fatto in tempo. Ai figli Andrea, Flavia e Michaela e a Giovanna un abbraccio fortissimo.
Ora Lamberto Bartolucci vola nei cieli blu e sarà sempre nei miei ricordi e nel mio cuore.








Maria Clara Mussa
 
  
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