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foto di: G. Morabito
Esiste un problema nel mar Baltico
Perché ci sono navi fantasma della Russia bloccate nel Golfo di Finlandia? (by generale Morabito)
04-10-2026 - Sono una cinquantina le petroliere bloccate e ancorate nel Golfo di Finlandia (Mar Baltico), tra le acque territoriali della Russia e il corridoio, largo 6 miglia di acque internazionali, tra Finlandia ed Estonia.
Non si tratta di mercantili di scarso valore commerciale perché si possono identificare come componente della cosiddetta shadow fleet russa.
Anche se non argomento dei principali “media” il problema esiste!

Un portavoce della Marina estone ha fatto sapere che: "Negli ultimi giorni, a causa degli attacchi di missili e droni ucraini che hanno raggiunto alcuni attracchi/terminal russi proprio nel Golfo di Finlandia, un numero significativo di navi che trasportano prodotti petroliferi russi sta concentrandosi in aree marine di ancoraggio ufficiali e non ufficiali, in attesa di entrare nei porti russi".

In particolare, i terminal colpiti sono Ust-Luga e Primorsk, che sarebbero i due più grandi export point russi sul Baltico che insieme valgono circa il 40% della capacità di export di Moscaé÷∫*.

È confermato che Ust-Luga, secondo porto russo, è stato colpito più volte da droni a lungo raggio ucraini nell'ultima settimana. Secondo alcune fonti l'attacco sarebbe riuscito a bloccare circa 700.000 barili al giorno.
Primorsk, il più grande, ha dovuto sospendere le operazioni di carico e se questo il terminal non carica greggio, la coda delle navi in attesa aumenta. In sintesi, le navi che arrivano vuote per caricare, non possono riforniti e, conseguentemente, rimangono all’ancora.

Le stesse fonti riferiscono di circa 40 petroliere al momento ferme anche ancoraggi non ufficiali. Alcune aspettano da 10 giorni.
La strategia ucraina messa in atto dalle unità missilistiche ucraine è evidente e collegata alla contesa USA – Iran. La situazione vede lo stretto di Hormuz praticamente chiuso al traffico petrolifero e, conseguentemente, il prezzo del petrolio (Brent) è stabilmente superiore ai cento dollari.
Logicamente, pur cosciente della rappresaglia di Mosca, l'unica a cosa che Kiev vuole è quella per Mosca non approfitti del prezzo alto per avere notevoli maggiori entrate.

Colpire Ust-Luga significa limitare in modo importante le entrate russe da poter utilizzare per alimentare la sua capacità di combattimento..

I responsabili del lanci di droni da parte ucraina droni ha fatto trapelare (tutto da confermare vista la guerra di informazione in atto) che circa 300 petroliere russe o battenti bandiere ombra riconducibili a Mosca sono state rese inoperabili nelle ultime 11 settimane.
Si tratterebbe di navi vecchie, una ventina di anni di media, comprate usate per 20-30 milioni da armatori non meglio specificati di Dubai, Hong Kong, Seychelles e battenti bandiere: Cook Islands, Panama, Liberia, Gabon assicurate da compagnie non occidentali quali Ingosstrakh russa o società con sede negli Emirati Arabi.

A febbraio 2026 una nave su tre che attraversava il Baltico avrebbe avuto certificati di tali assicuratori.
L'UE avrebbe sanzionato finora oltre 670 navigli.
Solo nel 21mo e ultimo pacchetto di sanzioni, 41 petroliere avrebbero subito tale politica ma bisogna tenere sempre presente che l’intera “flotta ombra” è stimata fino a 1.400 navi e le agenzie interessate stimerebbero che il 52% del petrolio russo via mare già ad agosto viaggiava su navi sanzionate dalla EU.

La Marina estone qualifica tali navi qual pericolose che sono quasi sempre non assicurate, senza uno stato di bandiera, in cattive condizioni tecniche e con equipaggi con livelli di addestramento discutibili.
Il rischio primario per tale fonte si sostanzia nel pericolo d’inquinamento perché’ appare ovvio che un versamento in acque gelide in inverno sarebbe catastrofico.
C’è tra gli analisti chi ritiene che la Flotta Ombra non sia più solo economica perché’ da gennaio 2026 il Maritime Board russo ha formalizzato le scorte navali per petroliere "legate alla Russia" nel Golfo di Finlandia e nella Manica.
Piloti navali sia danesi sia svedesi riferiscono di personale in uniforme sarebbero stati individuati a bordo delle navi “ombra”.
Inoltre, da giugno 2026 l'Estonia ha segnalato mitragliatrici montate sul ponte di una tanker in transito e sarebbero state identificate circa 20 persone senza qualifiche marittime a bordo di navi nel Golfo (si sospettano legami con Wagner o GRU che potrebbero essere qualificate come personale armato che potrebbe impedire abbordaggi da parte di forze occidentali.


Certamente esiste il ragionevole dubbio che queste siano navi legate alla Russia e che possono essere usate per scopi avversari mentre aspettano di essere caricate (ad esempio tranciare cavi marini per dati o elettricità, ci sono precedenti che avrebbero fatto scattare l'allarme).
Visto che alcune navi ferme sono nell’ area dove sono posati i cavi la Marina estone che ha il compito di proteggere infrastrutture critiche, di imporre sanzioni e evitare inquinamento, deve comunque accettare il fatto che non non possono ispezionare in continuo le navi i questione se non entrano in acque territoriali.
In particolare, l'UE sta provando a chiudere il rubinetto russo ma non con esiti non sempre efficaci.

La Germania ha esteso i controlli assicurativi anche al semplice passaggio innocente, non solo a navi che scalano nei suoi porti.
Berlino le ha definite "difettose e pericolose per l'ambiente" dopo ispezioni.
La Danimarca ha creato il "port-state control at sea" che ispeziona in mare aperto.

In realtà la Danimarca ha ispezionato 122 navi nel 2025 e ne ha fermate cinque.
L'Estonia, dopo che a maggio 2025 un jet russo è entrato in spazio aereo NATO per difendere una tanker che Tallinn tentava di fermare, ha detto chiaramente: "Il rischio di escalation militare è troppo alto" e ha smesso di tentare abbordaggi se non per motivi ambientali.
Mosca ha avvertito: sequestrare una nave della shadow fleet è considerato attacco al territorio russo.
Risponderemo abbordando navi occidentali.

Per risposta la Russia ha fermato, senza spiegazione, per 6-8 ore un mercantile tedesco, la Västerbotten, battente bandiera cipriota, nel canale profondo del Golfo, a 13 km a sud di Bolschoi Tyuters.Si tratta di una chiara indicazione che semplicemente fa intendere che per Mosca se si controllano le sue navi , loro controllano le vostre.

La situazione finale è quella che si è creato un ingorgo di circa 40 petroliere cariche di greggio fino a 2 milioni di barili l'una, ferme, con equipaggi stanchi, potenzialmente armate, sopra cavi elettrici e gasdotti, mentre la Finlandia si prepara al durissimo inverno.
C’e’ una “polveriera” galleggiante nel mare più sorvegliato dalla NATO.




Giuseppe Morabito
 
  


 
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