21:16 mercoledì 21.10.2026
Radio Gorazdevac, Kosovo
Una radio libera, libera la mente e libera la gente.....
fotografie di: Daniel Papagni

07-07-2009 - La redazione è costituita da 3 ragazzi Serbi.
Il direttore, di nome Darko Dimitrijevic e due collaboratori.
La sede, nel villaggio di Gorazdevac, si trova in un edificio che non si può certo definire di recente costruzione, in un cortile dall'asfalto corroso che con le piogge insistenti diventa una enorme pozzanghera.
I ragazzi ci ospitano con evidente simpatia e ci fanno entrare nel loro "covo", da cui trasmettono musica e notizie sul territorio in cui vivono circa 5000 Serbi e altrettanti Bosniaci.
Nel momento in cui siamo loro ospiti, però, la radio è spenta per interruzione di energia elettrica. Il generatore a loro disposizione non è in funzione, perché, risparmiano sul carburante e lo tengono spento, per azionarlo nei momenti di maggior ascolto.
Già, devono fare molta economia. Come tutti coloro che sono agli inizi di una bella avventura, dove passione e amore per il "fare" aiutano a superare tutti gli ostacoli.
Darko, il direttore, ha frequentato la scuola di giornalismo e, nel 2000, quando è tornata un pò di calma nella regione, ha fondato "Radio Gorazdevac", insieme ai suoi due amici.
Dejan Dimitrijevic che frequenta Economia è il suo braccio destro.
Il locale è piccolo, finestre con grate di ferro su cui si posano passerotti cicciottelli, quasi a significare la libertà nell'aria, di suoni e parole e di voli leggeri.
Si parla di informazione e di come in nove anni abbiano potuto compiere passi avanti.
Nella parte Ovest del Kosovo sono quattro le Radio maggiormente seguite, con le quali Darko ha siglato un accordo, costituendo insieme a loro la "Cosmoradio".
Una rete, che funziona con la sinergia delle cinque emittenti unite, che si scambiano le informazioni, mandando notizie anche su Internet.
Radio Gorazdevac, ci spiega Darko, è indipendente ed offre notiziari su accadimenti locali, ma anche con notizie che riguardano avvenimenti di carattere internazionale, come, ad esempio, l'ultima visita in Kosovo da parte del vice Presidente degli Stati Uniti.
Non vi è alcuna inserzione pubblicitaria,nei loro programmi, perché è difficile per ora reperirne, anche per la scarsità di Serbi che vivono nel territorio: da 350mila prima della guerra a 100mila oggi.
Per gli imprenditori attualmente è più significativa e remunerativa la pubblicità su emittenti albanesi.
Allora, come si finanzia la Radio?
Con progetti che condividono con Cosmorete, con cui riescono a trovare fondi a sostegno della "sopravvivenza" . Ed anche con altre emittenti partecipano a loro progetti. Radio West, la famosa emittente nata a Peje/Pec nella sede del Comando Brigata Multinazionale Ovest della KOSOVO FORCE il 12 agosto 1999, è un partner importante.
E' con noi il direttore, Antonio D'Ambra, che sorridendo annuisce alle parole di Darko e ci spiega di che si tratta: sempre nell'ottica di trasmettere messaggi di pace e di solidarietà, stanno mettendo a punto l'idea di realizzare un "programma multietnico", a cui parteciperanno Radio West, Radio Pec e Radio Gorazdevac. Di questo progetto, il contingente italiano è un fervente sostenitore, e Darko ci dà conferma di quanto sia grande l'attenzione e la volontà di Radio West di far partire al più presto l'iniziativa.
Chiediamo a Darko come fosse la situazione dell'informazione prima della guerra.
Non dice molto, semplicemente sostiene che a volte i giornalisti non eseguono il proprio lavoro in modo corretto.
Del resto, dice, nel 2004 è successo ciò che è successo, (17 marzo una serie di violente incursioni scatenata dalla notizia, rivelatasi poi falsa, dell’uccisione di un bimbo albanese), proprio a causa di scorretta informazione.
La deontolgia spesso non viene rispettata.
Esistono scuole di giornalismo? Sì. ma non è certo soltanto la scuola che può creare buoni giornalisti.
Salutiamo Darko ed i suoi amici. Primi e, attualmente, unici, con la loro emittente. Auguriamo loro di raggiungere successo, in un futuro non troppo lontano. Molti, come loro, hanno incominciato la grande avventura in un garage, con vecchi strumenti e sedie scardinate, per poi arrivare alle multinazionali.
E li salutiamo con le parole della canzone di Eugenio Finardi... "« Amo la radio perché arriva dalla gente / entra nelle case e ci parla direttamente, se una radio è libera, ma libera veramente / piace ancor di più perché libera la mente.."
Maria Clara Mussa


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