06:11 sabato 27.11.2021
Termina la quarta edizione della “Vardirex”
Si prefigge lo scopo di ottimizzare il supporto dell'Esercito in attività emergenziali di competenza della Protezione Civile
fotografie di: Esercito

26-11-2021 - Il Comando Truppe Alpine dell’Esercito, Associazione Nazionale Alpini e Sistema di Protezione Civile, il 24 novembre scorso, hanno potuto testare la capacità di operare congiuntamente in fase emergenziale complessa anche la quarta edizione di simulazione emergenziale “VARDIREX” (Various Disaster Relief Exercise), che si prefigge lo scopo di ottimizzare il supporto dell'Esercito in attività emergenziali di competenza della Protezione Civile in caso di allertamento per pubbliche calamità, e che ha visto come scenari i comuni di Toscolano Maderno e Salò (BS), Monza e Cesano Maderno (MB) e Campiglia dei Berici (VI) è giunta alle battute finali.
Alla presenza del viceprefetto vicario di Monza e della Brianza Beaumont Bortone, del comandante delle Truppe Alpine Generale di Corpo d'Armata Ignazio Gamba, del presidente Nazionale dell'Associazione Alpini Sebastiano Favero, della responsabile della Protezione Civile Nazionale Paola Pagliara e di rappresentanti delle comunità locali, hanno avuto luogo le fasi finali dell’esercitazione.
In particolare, nei comuni bresciani di Toscolano Maderno e Salò e contestualmente nei comuni di Monza e Cesano Maderno, due Task Force coordinate dal Comando Truppe Alpine dell’Esercito, formate da unità specialistiche del Genio Militare e della Protezione Civile dell’Associazione Nazionale Alpini, hanno operato in sinergia nella simulazione di attività di soccorso e di ripristino della normalità a seguito di eventi calamitosi comportanti rischio idraulico e drogeologico.
Nei cinque giorni di attività gli uomini e le donne impiegati hanno avuto modo di simulare situazioni di complessa gravità per testare la funzionalità del sistema emergenziale regionale, che nella specifica esercitazione si è avvalso della Protezione Civile dell’Associazione Nazionale Alpini, e su come lo stesso potrebbe intervenire per contrastare eventi emergenziali di tipo alluvionale, in particolari condizioni meteo avverse e con il vincolo di rispettare le norme di mitigazione dei rischi da COVID-19.
L’Esercito e Associazione Nazionale Alpini hanno schierato, in fase condotta, più di 350 persone ed assetti specialistici e numerosi mezzi e materiali tecnici provenienti principalmente dalla Brigata Alpina “Taurinense” e dalla Brigata “Julia” militari e volontari del sistema delle Protezione Civile con particolari competenze nei relativi campi di intervento, spesso derivanti anche da esperienza maturata in precedenti impieghi negli interventi di pubbliche calamità che hanno colpito in passato il nostro Paese.
Nello specifico, gli uomini del 32° Reggimento Genio Guastatori di Fossano (CN) al comando delle due Task Force hanno lavorato alla messa
in sicurezza e al ripristino di strutture essenziali. Tra gli interventi condotti vi è stata la messa in sicurezza di una struttura per disabili, il supporto nell’allestimento di un posto medico avanzato e il recupero di sfollati mediante barchini a chiglia rigida nel Comune di Toscolano, nella Brianza invece sono state condotte la preventiva pulizia dell’alveo del fiume Lambro al fine di scongiurarne eventuali esondazioni e il pompaggio di acque mediante idrovore ad alta capacità dal Parco di Monza.
Inoltre, i piloti e gli elicotteri del 4° Reggimento AVES (Aviazione Esercito) di Bolzano hanno garantito i collegamenti aerei a tutto vantaggio della rapidità dei soccorsi, le Squadre Soccorso Alpino Militare del 2° Reggimento Alpini di Cuneo hanno portato a termine operazioni complesse di primo soccorso ed evacuazione di feriti mentre il personale del Reggimento Logistico “Taurinense” di Rivoli (TO) ha garantito il trasporto e la movimentazione di mezzi e materiali per la gestione di un campo di accoglienza. A tutti questi attori si sono inoltre aggiunti assetti specialistici del 10° Reggimento Genio Guastatori di Cremona, del 2° Reggimento Genio Guastatori di Trento e del 2° Reggimento Trasmissioni di Bolzano.
Le comunicazioni, che rappresentano una delle componenti di fondamentale importanza durante una gestione emergenziale, sono state
assicurate da operatori radio dell’ANA e Trasmettitori Alpini che hanno saputo ottimizzare il flusso delle informazioni anche in condizioni estreme causa compartimentazione del territorio montano e distanze fra le zone interessate dall’esercitazione.
Il tutto è stato perfettamente coordinato con le componenti del sistema di gestione e risoluzione della crisi (Protezione Civile Regionale, Protezione Civile dell’Associazione Nazionale Alpini – ANA, Sanità alpina dell’ANA, Prefettura di Monza e della Brianza e prefettura di Brescia e Comuni interessati).
Particolarmente soddisfatta delle attività svolte Patrizia Palmisani, prefetto di Monza e della Brianza, che ha evidenziato come d’intesa con l’Esercito Italiano, sia stato elaborato “uno scenario complesso che simula un evento emergenziale idrogeologico, al fine di consentire ai Comuni coinvolti di verificare l’adeguatezza delle proprie pianificazioni d’emergenza”; a tal proposito, “da venerdì scorso è stata disposta l’attivazione, presso i locali della Prefettura, del Centro Coordinamento Soccorsi e della Sala Operativa, attraverso cui è stato seguito lo sviluppo delle attività in stretto raccordo con le strutture operative impegnate nell’esercitazione”.

Anche il prefetto di Brescia, Attilio Visconti, ha espresso grande soddisfazione per l’ottima riuscita delle operazioni: “ringrazio l’Esercito Italiano per l’ottima organizzazione e riuscita della manifestazione a Toscolano Maderno, sicuramente un test importantissimo venuto immediatamente alla ripresa della normalità dopo l’esperienza del Coronavirus ed è servito a testare anche la risposta del coordinamento della Prefettura che sicuramente tornerà molto utile nella gestione di future emergenze”.
Favero, dopo aver sottolineato la consolidata positività del rapporto tra ANA, Dipartimento di Protezione Civile e Truppe Alpine, ha ricordato dimensioni ed efficacia dello strumento di Protezione Civile ANA, che conta “su circa quindicimila uomini tutti addestrati e qualificati”. Inoltre, ha sottolineato che esercitazioni come VARDIREX, “lanciano messaggi fondamentali, soprattutto ai giovani il cui impegno è di grande importanza per il Paese ed ha ricordato l’esperienza formativa dei campi scuola per ragazzi e ragazze dai 16 ai 25, avviata quest’anno dall’ANA, in cui i giovani si sono confrontati con le realtà degli Alpini e della Protezione Civile, traendone esperienze giudicate unanimemente positive”.
Il generale Gamba, sottolineato l’importanza dell’accordo di collaborazione tra l’Associazione Nazionale Alpini e le Truppe Alpine dell’Esercito (accordo teso a definire nel dettaglio quanto già finora messo in campo) evidenziando come “La Forza Armata, in questa circostanza con le Truppe Alpine e le strutture operative dell’Associazione Alpini” sia “pienamente coinvolta in programmi perimentazioni che hanno come obiettivo il raggiungimento di una maggiore capacità d’intervento in sinergia con tutte le altre organizzazioni che si occupano di previsioni e soccorso”.
Nei prossimi giorni uomini, donne e mezzi impiegati nell’esercitazione faranno gradualmente rientro nelle rispettive sedi di servizio, consci di avere avuto la grande opportunità di accrescere ulteriormente la propria esperienza e capacità di operare a stretto contatto con chi, in situazione di estremo bisogno per la popolazione, è chiamato ad intervenire per fronteggiare gli effetti devastanti di potenziali eventi calamitosi.
Redazione


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