04:16 sabato 02.07.2022
208 anni di meritoria dedizione alla nazione
A Roma nella caserma ''Salvo D'Acquisto''Celebrato il 208° Annuale di Fondazione dell’Arma dei Carabinieri
fotografie di: Daniel Papagni

08-06-2022 - L'Arma ha festeggiato a Roma (ma anche in tutte le città italiane) 208 anni di storia, celebrando chi ha dato la vita indossando l’uniforme e ricordando l'impegno che ogni carabiniere, uomini e donne, impiega tutti i giorni per garantire la sicurezza dei cittadini.
Il forte legame che unisce il Corpo con i cittadini, grazie anche alla capillare presenza sul territorio, si è sentito in modo particolare, testimoniato dalla presenza del numeroso pubblico che ha applaudito nel corso della manifestazione avvenuta a Roma, nella Caserma Salvo D’Acquisto di Tor di Quinto, il 6 Giugno scorso.
Chi decide di indossare la divisa, per tutta la vita, considera il proprio impegno una vera e propria missione e non solo un lavoro.
Apprezzato il messaggio del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, inviato al comandante generale, Teo Luzi, per esprimere “… i sentimenti di riconoscenza della Repubblica per il servizio prestato nella tutela dei diritti dei cittadini”.
Un impegno che si proietta sulla scena internazionale in tante meritorie attività di cooperazione che vanno dalle operazioni di mantenimento della pace e della sicurezza nelle aree di crisi, all'addestramento delle forze di polizia locali, concretizzando l'affermazione dei valori iscritti nella Costituzione”.
Il Capo dello Stato ha rivolto anche un “commosso pensiero a tutti i carabinieri caduti nell'adempimento del dovere e a quelli feriti nell'esercizio dell’attività. Ricordo in particolare la figura del carabiniere Vittorio Iacovacci, ucciso in Congo, assieme all’ambasciatore Luca Attanasio, nel corso di una missione a sostegno di un progetto umanitario e alla cui memoria è stata conferita la Medaglia d'Oro al Valor Militare”.
La consegna della Medaglia d’Oro al padre del carabiniere Iacovacci ha commosso tutti i presenti, in modo evidente anche il comandante Luzi.
Nel corso della cerimonia commemorativa dell’anniversario, iniziata alle ore 18:00 con lo schieramento di tre Reggimenti di formazione rappresentativi di tutte le componenti dell’Arma, è venuta la rassegna dei Reparti da parte del ministro della Difesa Lorenzo Guerini, la consegna alla Bandiera di Guerra dell’Arma dei Carabinieri della Medaglia d’Oro al Merito Civile per i meriti acquisiti nell’attività di tutela dell’ambiente dal 1986 ad oggi.
Successivamente sono state consegnate le “Ricompense” ai carabinieri maggiormente distintisi nelle attività di servizio e come di consueto il “Premio Annuale” a sei comandanti di Stazione particolarmente distintisi nell’attività d’istituto.
Dopo il deflusso dei Reparti, il pubblico ha potuto ammirare lo Storico Carosello Equestre, eseguito dal 4° Reggimento Carabinieri a Cavallo per rievocare la “Carica di Pastrengo” del 1848.
Gli odierni festeggiamenti con cui tutti gli appartenenti all’Arma dei Carabinieri – militari e civili; in servizio e in congedo; di ogni ordine, grado, ruolo e livello di responsabilità – si ritrovano uniti e coesi nel celebrare con giusto orgoglio il proprio 208esimo annuale di fondazione, sono occasione irrinunciabile per rinnovare il nostro plauso e la nostra riconoscenza di italiani a questa forza militare di polizia a competenza generale e in servizio permanente di pubblica sicurezza unica nel suo genere per storia, tradizione, struttura organizzativa e poliedricità d’impiego” – così la sottosegretaria di Stato alla Difesa Stefania Pucciarelli nel compartecipare alle tradizionali celebrazioni della festa dell’Arma dei Carabinieri, dal 1920 fissate nella data emblematica del 5 giugno, in cui si sintetizzano la genesi dei Carabinieri del 13 luglio 1814 – le Regie Patenti con cui si detta vita alla prima unità militare con compiti di polizia, anno da cui ne parte il conteggio dell’Annuale di fondazione – e la rievocazione della concessione della prima Medaglia d’Oro al Valor Militare alla Bandiera dell’Arma, nello stesso giorno del giugno 1920, tributata per l’impegno dei Carabinieri nella Grande Guerra.

Al giovane Iacovacci ucciso in Congo è stato dedicato una commovente memoria che riportiamo:
Il Carabiniere Vittorio Iacovacci è stato insignito della Medaglia d’oro al valor militare, il massimo riconoscimento italiano nell’ordinamento militare.
C’erano tutte le articolazioni dell’Arma, le autorità politiche e militari, la gente comune e i giornalisti. Poi, però, tra le compagnie schierate, c’era un plotone di operatori del 13°reggimento Friuli Venezia Giulia, meglio conosciuto come “Reggimento Gorizia”. Esattamente il Reparto in cui il carabiniere Iacovacci era e sarà effettivo nella memoria dei suoi colleghi che, ieri, alla lettura della motivazione della Medaglia d’oro, hanno urlato all’unisono “Gorizia” per gettare fuori la rabbia e l’emozione che solo chi vive certe realtà sa quanto sia facile morire.
Si, facile morire perché proprio quel Reggimento, il Gorizia, conta il più alto tributo in termini di uomini della 2^Brigata Mobile. Uomini altamente specializzati che vanno dove gli altri non vogliono andare e sono pronti a mettere a rischio la propria vita per assolvere al dovere e onorare gli ideali, esattamente come ha fatto il giovane carabiniere Iacovacci.
Alle cerimonie si urla, i reparti da sempre urlano per vanto, per spirito di appartenenza, per evocare la presenza attraverso la voce o per accompagnare la marcia. Ieri, però, a Tor di Quinto, l’urlo aveva una più nobile ragione e, infatti, ha fatto rumore, molto rumore. L’urlo ha toccato l’anima del padre di Vittorio presente per ricevere l’onorificenza dell’amato figlio e ha colpito anche il comandante generale Luzi che, alla fine della cerimonia, si è defilato per spogliarsi delle celebrità e raggiungere il plotone di Vittorio.
Poche parole ma tanto è bastato per riconoscere in quell’urlo tutta la stima di un comandante verso quegli uomini che custodiranno, meglio di tutti, il ricordo di un fratello morto per questo Paese
”.
Maria Clara Mussa


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