03:40 giovedì 24.09.2026
‘’Il segno di Zorro’’

Protezione civile tra storia, evoluzione e presente, in un convegno a Volandia
fotografie di: R. Allesina

26-04-2026 - Un titolo inusuale che apparentemente non ha nulla in comune con la protezione civile, ma nell’articolo che segue scopriremo le analogie e le tecnologie di un’epoca.
Da questo titolo parte la conferenza di Volandia del 18 aprile che attraverso la figura di Giuseppe Zamberletti fa la storia della protezione civile dalle origini, (il tremendo terremoto del Friuli) fino ai giorni nostri.
Zorro era lo pseudonimo che Francesco Cossiga usava nella comunicazione radioamatoriale con i vari contatti tra cui Giuseppe Zamberletti.
Un mezzo di comunicazione molto diffuso prima dell’avvento dei satelliti, ormai quasi dimenticato, rimasto in voga per parecchi anni, che permetteva di comunicare attraverso ponti radio dei vari radioamatori; praticamente copriva quasi tutto il mondo.

L’esempio lo si ha nel 1928, quando un radioamatore di Arcangelo, attuale Russia europea (allora Unione Delle Repubbliche Socialiste Sovietiche Urss), captò il segnale di soccorso dalla tenda rossa di Umberto Nobile eretta dopo il disastro del dirigibile Italia, allertando le squadre di soccorso per andare a recuperare i superstiti di quella sfortunata spedizione
Entrando nei dettagli della nascita ed evoluzione della Protezione civile i relatori partecipanti alla conferenza provengono da esperienze diverse, creando un confronto tra le varie componenti della Protezione di ieri e di oggi, fornendo un quadro il più completo possibile.

Il dibattito si è aperto con l’intervento di Gianni Sparta’ autore di “La Luna sulle Ali” biografia autorizzata di Giuseppe Zamberletti, deputato con l’allora Democrazia Cristiana nel collegio di Varese, che si trovò a gestire il terremoto del Friuli nel 1976; va ricordato che il Friuli ospitava, essendo a ridosso di quella che venne definita “la cortina di ferro”, un numero enorme di militari, di caserme ed infrastrutture che nei soccorsi immediatamente successivi al sisma si mossero in modo autonomo e scoordinato.
La sua intuizione di un coordinamento tra le varie forze in campo nacque da lì, embrione che alcuni anni dopo avrebbe portato alla istituzione di una Protezione civile, una catena di comando e coordinamento NON DALL’ALTO, ma attraverso i sindaci, più vicini alle popolazioni colpite e che interpretavano al meglio le esigenze dei cittadini e del territorio.
Questo successo gli costò la rimozione da commissario, poiché all’interno della balena bianca (Democrazia Cristiana ) il suo successo nel gestire il terremoto veniva visto come uno spodestamento della classe dirigente del partito.

Durante i vari interventi nel corso della Conferenza, in collegamento da remoto, e’ intervenuto Guido Bertolaso stretto collaboratore di Zamberletti e successivo capo della Protezione civile.
Una vicenda inedita è stata narrata dal comandante Angelo Boscolo facente parte delle Frecce Tricolori nel 1976: la base di Rivolto, vicina alla zona terremotata, si allertò subito, ma, non avendo disponibilità nella zona di un numero sufficiente di elicotteri, li richiese alla Marina Militare facendoli convergere da Sarzana.
I piloti delle frecce tricolori furono imbarcati a bordo come osservatori, essendo profondi conoscitori dell’orografia dei territori della zona, per coordinare gli aiuti; non esistevano i gps satellitari allora, né mappe elettroniche o sistemi di guida notturna ecc. ecc.
Si usavano solo mappe cartacee; perciò la profonda conoscenza della zona da parte dei piloti della Pan si rivelò preziosa.
Inoltre Rivolto fungeva anche da aeroporto per i voli di aiuti che giungevano da tutto il mondo

L’intervento del gen. Baione ha illustrato come la tecnologia sia basilare nelle attività di prevenzione e eventuali soccorsi. Oggi i satelliti disponibili e quelli di ultima generazione messi in orbita consentono un monitoraggio costante; un distaccamento permanente di meteorologia svolge attività h24 per 365 giorni presso il comando della Protezione Civile che spesso abbiamo visto in TV quando eventi disastrosi ci coinvolgono; tutto ciò ha portato il contributo della’Aeronautica Militare Italiana nel sistema integrato della Protezione Civile.
Il tenente olonnello Michele Masini comandante l’81 gruppo SAR del 15 stormo di Cervia ha illustrato la storia dello stormo che durante seconda guerra mondiale salvava i naufraghi in mare con i Cant Z501 detti “mammaiuto” (da qui il grido di battaglia del 15° mammaiut aiut auit aiut).

L’attività proseguita nel dopoguerra effettuava trasporto di feriti e malati, bisognosi di cure urgenti dalle isole o da luoghi remoti presso strutture ospedaliere.
La realtà della Protezione Civile con l’ingresso degli elicotteri nelle attività ha permesso di operare anche sulla terraferma.
Un interessante filmato ha mostrato le caratteristiche salienti di questa importante istituzione: uomini, mezzi logistici con cui lo stormo opera in collaborazione con i vari centri SAR dislocati su tutta la penisola.
La dottoressa Silvia Brugnera, volontaria della Protezione Civile del Friuli, ha evidenziato che tutto è iniziato nella regione nella quale opera; frutto dell’evoluzione non solo tecnologica. ma anche della formazione di personale altamente specializzato.

Da quel devastante terremoto ha visto la luce una struttura che tutto il mondo ci invidia e che studia con sempre maggior interesse.
50 anni di attività, ponte tra la fine di un secolo e l’inizio di un altro.
Una conferenza che per gli argomenti trattati può essere considerata come una pietra miliare.
R. Allesina


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