07:21 sabato 27.11.2021
Peacekeeping, un approccio tutto italiano (Esclusiva)
Intervista con il generale di brigata Luigi Francavilla, comandante del Sector West, a Tibnine
fotografie di: D.Papagni e C.Minichiello

15-12-2009 - La Joint Task Force Lebanon, costituita su base Brigata aeromobile “Friuli” dal 6 novembre di quest’anno, a Tibnin, comanda il Settore Ovest di UNIFIL, competente per il sud del Libano, dal fiume Litani alla Blu Line.
Ne abbiamo seguito le attività, nel corso di una settimana in cui vento e pioggia, alternandosi a rari momenti di sole e cielo azzurro, hanno caratterizzato il tipico clima instabile autunnale del Libano.
Stabile e funzionante è invece l’organizzazione e lo svolgersi delle operazioni diurne e notturne del contingente italiano, che, sotto l’egida di Unifil, collabora con la LAF (Forza Armata Libanese) cooperando allo scopo di mantenere la pace nel Paese e con le istituzioni civili, nelle attività Cimic (Civilian Military Cooperation).
La missione di peacekeeping italiana, Leonte 7, vede impegnate numerose task force, indispensabili per il funzionamento stesso dell’organizzazione.
Da Italbatt 1 (66° Reggimento aeromobile “Trieste”) di cui abbiamo già parlato nel nostro precedente articolo, a Italbatt 2 (Reggimento Savoia Cavalleria. Dal Gruppo Supporto Aderenza (Battaglione “Ariete”), al Battaglione Trasmissioni (7° Reggimento trasmissioni di Sacile), al Battaglione Genio (6° Reggimento genio pioneri di Roma) al Reparto Comando (Reparto Comando e supporti tattici “Friuli”).
A completare il quadro del Sector West, la partecipazione di Francesi, Ganesi, Coreani, Malesi,
E’ il generale di brigata Luigi Francavilla a comandare il Sector West, con il quale abbiamo avuto un colloquio a Tibnin, dove eravamo ospiti della Brigata “Friuli” ed al quale abbiamo chiesto quale sia il problema più grosso con cui il contingente deve rapportarsi.
"E’ la minaccia costante, continua della possibile presenza di organizzazioni terroristiche. Non abbassiamo mai la guardia, per nessun motivo, ma su questo tema l’attenzione è ancora più forte. Possono essere fatti tentativi per destabilizzare il territorio…”
Noi siamo stati testimoni dei contatti cordiali tra i nostri soldati e la gente del luogo; quanto la presenza di Unifil ha migliorato la situazione economica del Libano?
"Certo la presenza di Unifil è positiva. Se andiamo indietro di tre anni, notiamo la differenza. Vi è stabilità e la gente incomincia ad investire. Magari ci vorrà un po’ di tempo per i capitali stranieri…. Unifil qui spende, apre cantieri ed impiega personale locale.
E’ ottimo anche il rapporto con l’Esercito libanese con cui cooperiamo in attività congiunte, tanto che la stessa LAF ha maggiore consenso tra la popolazione."
Per quanto concerne le attività Cimic, quali progetti sono attualmente in campo e quali finanziamenti sono disponibili?
"I finanziamenti son adeguati alle richieste e alle attività di supporto. Il nostro impegno è di realizzare progetti che portino beneficio alla popolazione, ma anche alle nostre truppe. Sono progetti “dual use”, come ad esempio l’illuminazione di una strada: utile alla gente che vi abita, ma anche ai nostri soldati che insieme alla LAf eseguono pattugliamenti nelle strade…se illuminate è meglio. Stiamo operando per migliorare la qualtà della vita con un approccio tutto italiano, che ci caratterizza. Siamo soldati, ma anche uomini, che comprendono le esigenze altrui. Ed il consenso da parte della popolazione è pressoché totale. Qualche intemperanza nei villaggi può sorgere se, ad esempio, a causa del passaggio di un carro armato si rovina l’asfalto della strada. Ma non vi sono intemperanze verso Unifil."
Nel corso della nostra permanenza nel Sud del Libano, siamo stati testimoni diretti della benevolenza verso i nostri soldati, con i quali abbiamo camminato nei villaggi, girato per mercati e negozi, sostato in bar o pizzeria.
Abbiamo assistito all'inaugurazione del sistema di illuminazione della strada principale del villaggio di Al Mansouri, con una cerimonia a cui hanno partecipato il generale Francavilla e il colonnello Andrea Carrino, comandante di Italbatt 2, su base Reggimento Savoia Cavalleria, ai quali il sindaco del villaggio, Mohamed Abad ed il vice sindaco Jafar Saffiedin, hanno reso omaggio, dopo l'esecuzione dell'inno nazionale di Libano ed Italia.
Ovunque abbiamo incontrato simpatia evidente e sorrisi con saluti di benvenuto in italiano. Come liberi viaggiatori, in un Paese che davvero potrebbe del turismo fare un punto forte dell’economia, per la bellezza dei luoghi e il calore delle persone.
Ma di questo parleremo ancora.
Maria Clara Mussa


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