14:11 venerdì 22.01.2021
GOS: per la sicurezza della balneazione e della navigazione
Nella quarta settimana di giugno il Gruppo Operativo Subacquei della Marina Militare ha neutralizzato nelle acque nazionali 564 ordigni esplosivi risalenti ai conflitti mondiali
fotografie di: GOS

28-06-2020 - Dal 22 al 26 giugno 2020 i Palombari del Gruppo Operativo Subacquei (GOS)del Comando Subacquei ed Incursori della Marina Militare (Comsubin), hanno operato nelle coste e fiumi nazionali, ripristinando le condizioni di sicurezza della navigazione e balneabilità delle nostre acque, neutralizzando 564 ordigni esplosivi residuati bellici.
Gli interventi d’urgenza disposti dalle Prefetture della Spezia, Sassari, Venezia e Siracusa a seguito della segnalazione di Comsubin, per quanto riguarda l’operazione svolta alle 5 Terre, e di privati cittadini riguardanti la presenza in acqua di diversi manufatti riconducibili ad ordigni esplosivi, hanno permesso di identificare, recuperare e distruggere:
• 42 proiettili da 76/40 mm, per un totale di 18 Kg di esplosivo, e 432 da 20 mm, che sono stati individuati e rimossi dal Reparto Pronto Impiego del GOS dal relitto di Nave Equa, affondata a 40 metri di profondità durante la 2ª guerra mondiale nelle acque del parco Nazionale delle Cinque Terre. La conclusione di questa attività, condotta attraverso 69 ore di attività subacquea, ha permesso di restituire ai subacquei ricreativi uno dei siti di immersione più interessante della Liguria;
• 4 proiettili Tedeschi di grosso calibro, che sono stati neutralizzati dal Nucleo SDAI (Sminamento Difesa Antimezzi Insidiosi) di La Maddalena e che giacevano sui fondali dell’Isola del Porco (SS) alla profondità di 35 metri da oltre 70 anni;
• 1 granata da 105 mm, risalente alla prima guerra mondiale, rimossa dal Nucleo SDAI di Ancona alla foce del fiume Piave in località Jesolo;
• 1 proiettile grosso calibro, 20 da medio calibro e 50 da piccolo calibro, nonché 3 bombe da mortaio, 11 bombe a mano e 2500 munizioni di origine inglese e risalenti alla seconda guerra mondiale, che sono stati neutralizzati dal Nucleo SDAI di Augusta nelle località di Castelluccio nel comune di Augusta di Marchesa di Cassibile (SR) e di Masseria sul Mare contrada Gallina (SR).
Tutti gli ordigni esplosivi rimossi dal fondo sono stati trasportati in aree di sicurezza individuate dalle competenti Autorità Marittime e successivamente neutralizzati grazie al supporto delle locali Capitanerie di Porto e mediante le consolidate procedure operative in uso ai Reparti subacquei di Comsubin tese a preservare l’ecosistema marino.
E’ opportuno ricordare a coloro che dovessero imbattersi in oggetti la cui forma o dimensioni possa essere ricondotta a quella di un ordigno esplosivo, che questi manufatti possono essere molto pericolosi e, pertanto, non devono essere toccati o manomessi in alcun modo. Occorre invece denunciarne immediatamente il ritrovamento alla locale Capitaneria di Porto o alla più vicina stazione dei Carabinieri, così da consentire l’intervento dei Palombari di Comsubin che ripristineranno le condizioni di sicurezza delle nostre acque.
 Nota 
Questi interventi rappresentano una delle tante attività che i Reparti Subacquei della Marina conducono a salvaguardia della pubblica incolumità anche nelle acque interne, come ribadito dal Decreto del Ministero della Difesa del 28 febbraio 2017, svolgendo operazioni subacquee ad alto rischio volte a ripristinare le condizioni di sicurezza della balneabilità e della navigazione a favore della collettività.
Lo scorso anno i Palombari della Marina Militare hanno recuperato e bonificato oltre 72.000 ordigni esplosivi di origine bellica, mentre dal 1° gennaio 2020 sono già 27.723 i manufatti esplosivi rinvenuti e neutralizzati nei mari, fiumi e laghi italiani, senza contare i 10.478 proiettili di calibro inferiore ai 12,7 mm.
Con una storia di 170 anni alle spalle, i Palombari del Comsubin rappresentano l’eccellenza nazionale nell’ambito delle attività subacquee essendo in grado di condurre immersioni lavorative fino a 1.500 metri di profondità a mezzo ROV (veicoli filoguidati dalla superficie) oppure fino a 300 metri con intervento umano ed in qualsiasi scenario operativo, nell’ambito dei propri compiti d’istituto (soccorso agli equipaggi dei sommergibili in difficoltà e la neutralizzazione degli ordigni esplosivi rinvenuti in contesti marittimi) ed a favore della collettività.
Per queste peculiarità gli operatori subacquei delle altre Forze Armate e Corpi Armati dello Stato possono essere formarti esclusivamente dal Gruppo Scuole di COMSUBIN che, attraverso dedicati percorsi formativi, li abilita a condurre immersioni secondo le rispettive competenze.
Redazione


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