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Presenza dei militari italiani in Iraq
Fondamentali per la stabilità del Medio oriente e apprezzati da comunità internazionale e popolazione irachena
fotografie di: Ministero Difesa

14-11-2023 - Nell’ambasciata italiana a Bagdad, la sottosegretaria alla Difesa, senatrice Isabella Rauti, in rappresentanza del ministro Crosetto, ha celebrato la “Giornata del ricordo dei caduti militari e civili nelle missioni internazionali per la pace”.
Con l’ambasciatore d’Italia in Iraq, Maurizio Greganti e il comandante operativo di vertice interforze, generale di corpo d’armata Francesco Paolo Figliuolo, è stata inaugurata nella sede dell’ambasciata italiana una scultura bronzea per ricordare le vittime italiane ed irachene dell’attentato alla base Maestrale di Nassiriya il 12 novembre 2003 e deposte corone di fiori.

“È un onore rappresentare oggi, in Iraq, a Bagdad, il governo e il ministero della Difesa italiana a questa cerimonia di commemorazione dei caduti di Nassiriya, a vent’anni da quel tragico attentato in cui persero la vita 19 nostri connazionali:12 carabinieri, 5 militari dell’Esercito, 2 civili; e 9 cittadini iracheni”, ha detto Rauti nel suo intervento, “La strage di Nassiriya è stata un tributo di sangue pesantissimo che l’Italia ha pagato, al fianco del popolo iracheno, alla causa della pace, della libertà e della sicurezza globale. Il loro sacrificio è patrimonio ideale della comunità nazionale e internazionale; ricordarli è un impegno che dobbiamo onorare; un’assunzione morale di responsabilità verso tutti i caduti in ogni tempo e in ogni luogo”.

Per Rauti, “La scultura che abbiamo inaugurato, rende omaggio al sacrificio dei caduti di Nassiriya e di tutti gli uomini e donne, militari e civili, che hanno perso la vita in servizio nelle missioni internazionali”.
“La storia passata e le più recenti guerre in Ucraina e ora in Medio Oriente - ha evidenziato Rauti - ci insegnano che la pace non è mai scontata. Per mantenerla e garantire la sicurezza internazionale è necessario un  impegno quotidiano; è questo il prezzo da pagare per contrastare il terrorismo, gli estremismi, i radicalismi ed i fanatismi di ogni tipo. Tutti noi abbiamo un debito di riconoscenza verso i militari ed i civili impegnati per la pace nel mondo e per la sicurezza nazionale; e dobbiamo ringraziarli per la generosità e la professionalità con cui assolvono i compiti assegnati, in contesti rischiosi, talvolta estremi, nelle missioni internazionali ed in Patria”.

E riprendendo le parole del ministro Crosetto nella sua lettera al ministro della Difesa irachena, Thabet Muhammad Al-AbasiI, Rauti ha sottolineato “la grave crisi in Medio oriente rischia di avere conseguenze disastrose negli scenari geopolitici e nel quadro globale di stabilità. La Difesa italiana sta compiendo molti sforzi per soccorrere la popolazione civile colpita dal conflitto in corso in Medio oriente. L’Aeronautica militare ha consegnato viveri e medicinali alla Croce rossa internazionale e la Marina militare ha schierato a Cipro, in zona di operazioni, la nave ospedale Vulcano; e vorremmo allestire  un ospedale da campo a Gaza. Il nostro auspicio è che questi sforzi umanitari siano condivisi da altri Paesi”.

Dopo la Cerimonia, ha visitato la base militare Union III dove ha incontrato il contingente italiano.
“Il ruolo delle Forze Armate nel costruire la pace, garantire la sicurezza e mantenere la stabilità è fondamentale. Oggi - ha detto Rauti - voglio ringraziare i militari della missione italiana in Iraq che operano  in una regione che è sempre stata un quadrante strategico e che ora è diventato cruciale per gli equilibri geopolitici globali.” 
“I militari italiani in Iraq - ha sottolineato Rauti - sono impegnati in una missione necessaria per la rinascita di un Paese che vuole lasciarsi dietro le spalle gli anni più bui; sradicare la minaccia terroristica; rilanciare l’economia e mantenere la stabilità interna. Le operazioni nei teatri contribuiscono alla sicurezza e per questo sono un elemento centrale di politica estera e della difesa ed attestano l’Italia tra i principali attori della comunità internazionale, dell’Alleanza atlantica e dell’Ue”.

Il modello italiano di peace keeping si basa sulla solidarietà, sulla costruzione quotidiana di relazioni con le popolazioni e con le autorità locali politiche e religiose. È anche la tessitura paziente di una rete di rapporti personali e diplomatici nel nome dei diritti dei popoli.
“L’auspicio è che i legami storici tra Italia e Iraq, possano intensificarsi attraverso nuove forme di cooperazione non solo militare e per la sicurezza, ma anche economiche e culturali”.
Nella stessa giornata, Rauti ha anche incontrato alcune attiviste per i diritti delle donne.
“Politiche, docenti universitarie, presidenti di associazioni, tutte impegnate per migliorare la condizione femminile in Iraq un paese che ha fatto alcuni passi avanti, come l’inserimento in costituzione (2005) della quota del 25% di rappresentanza femminile in parlamento ma che mantiene in vigore il delitto d’onore e il matrimonio riparatore, e in cui si conta addirittura un 26% di donne non alfabetizzate e marginali nel mondo del lavoro. Ci siamo impegnate a  portare avanti insieme i piani di azione nazionali previsti dalla risoluzione delle Nazioni unite 1325 (e successive) su donne, pace e sicurezza”.
Redazione


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