07:29 lunedì 22.07.2024
Giornata della memoria e del sacrificio degli alpini
Celebrata a Milano con il convegno ‘’Maurizio Lazzaro de’ Castiglioni un Alpino con un posto nei Giusti’’
fotografie di: R.Allesina

29-01-2024 - In occasione della giornata del Sacrificio degli alpini ,istituita dal Parlamento il 26 gennaio giorno della battaglia di Nikolajewka, l’ ANA (Associazione nazionale alpini) ha organizzato a Palazzo Cusani di Milano il convegno “Maurizio Lazzaro de’ Castiglioni un Alpino con un posto nei Giusti”.
Il nome del generale brilla nel Giardino dei Giusti Militari a Palazzo Salerno a Napoli insieme ad altri sette militari : capitano Benedetto De Beni, maggiore Arturo Gatti, carrista Rinaldo Arnaldi, Milite Fosco Annoni, colonnello Giuseppe Azzali, colonnello Antonio Bertone, generale Giuseppe Amico.
Il segretario nazionale dell’Ana Mauro Azzi ha introdotto l’intervento dello storico Giovanni Cecini che nel suo libro “Il salvataggio italiano degli Ebrei nella Francia meridionale e l’opera del gen. Maurizio Lazzaro de’ Castiglioni” analizza ciò che fu fatto per salvare dalla deportazione nazista gli Ebrei nei territori francesi, sotto il comando italiano che si estendeva da Mentone sino ai confini con la Svizzera.

Il generale comandava la 5° divisione “Pusteria”; i contrasti tra i Tedeschi e i Francesi di Vichy furono subito evidenti circa la gestione degli Ebrei. Qui si evidenzia la figura del gen. De’ Castiglioni che pur rimanendo nel solco dei doveri di un militare non accettava i trasferimenti fuori dal territorio francese sotto il suo comando, sapendo che centinaia di persone sarebbero finite nei campi di concentramento. Arrivò a minacciare di arrestare un prefetto se non avesse ottemperato ai suoi precisi ordini; l’onore imponeva di tutelare i deboli.
Furono create le residenze coatte, paesi di montagna frequentati e conosciuti per turismo divennero luoghi dove famiglie poterono ricostituirsi, affetti ritrovarsi e i bambini poterono avere la scuola e la spensieratezza.
De’ Castiglioni ha incarnato lo spirito degli Alpini, il senso del dovere, l’umanità senza la quale non si può essere uomini. Ha proseguito dopo la guerra una carriera costellata da incarichi prestigiosi sempre contraddistinti dal suo profondo senso del dovere verso la Patria.

A seguire, l’intervento del colonnello Fabrizio Giardini che ha ampiamente illustrato i “Giusti Militari” di cui abbiamo declinato sopra i nomi, invitando ad approfondire le gesta di questi otto uomini e ricordando come in Francia, in Croazia e in Grecia i militari italiani, salvando tantissime vite di Ebrei, abbiano aperto uno squarcio di luce e umanità sugli orrori nazifascisti, (vedi documentario “il nemico fraterno”di Joseph Rochlitz).

Non poteva mancare l’intervento del presidente del Memoriale della Shoa Roberto Jarach, sottotenente nel 55esimo gruppo alpini 1969/1970, che ha esposto come esempio e memoria siano essenziali per i giovani che portati ad emulare possono essere vittime di devianze pericolose.
Per loro si deve oggi svolgere un compito divulgativo ed educativo.
Il memoriale non deve essere percepito come museo, ma luogo di conoscenza dove dialogo e confronto tra culture, lingue e società diverse permettano che le barbarie conosciute nel XX° secolo non possano ripetersi.
Presenti alla cerimonia il presidente dell’Ana Sebastiano Favero e il comandante delle truppe alpine il Gen. C.A. Ignazio Gamba che hanno salutato i convenuti .
La cerimonia è poi proseguita nel pomeriggio presso il Memoriale della Shoa; e alla presenza dei labari e dei gagliardetti è stata deposta una corona d’alloro dentro un vagone del convoglio dove una piccola luce nel buio ricorda le tante vite perse nel vento.
Viva l’Italia viva gli Alpini
R.Allesina


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