09:51 sabato 24.10.2026
Truppe Alpine dell’Esercito e ricerca scientifica per l’Artico
Approccio integrato con il mondo della ricerca per la sperimentazione di materiali, mezzi e tecniche innovative per l'ambiente artico
fotografie di: Esercito

21-08-2024 - Il Laboratorio Alta Quota è stato l'elemento di unione tra i ghiacciai del Monte Bianco e la cornice dolomitica Ampezzana del Lagazuoi. Iniziata con la mostra “lettere dal K2" presso EXPO Dolomiti, la successiva discussione scientifica ha reso nuovamente Cortina un acceleratore geografico e cluster di interessi politici, scientifici e imprenditoriali. Invitato in apertura del salotto di piazza Dibona in Cortina dal Dott. Angelo Mellone, il Generale di Brigata Alessio Cavicchioli, Comandante del Centro Addestramento Alpino, ha messo in luce l'importanza delle sinergie e del ruolo del Centro Addestramento Alpino come elemento propulsivo e di integrazione delle componenti tecnico/addestrative dell'Esercito con il mondo accademico e imprenditoriale nel campo della ricerca e sviluppo.

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Poste le basi per una definizione “metodologica” tra esigenze militari (Alta Quota / Artico), di ricerca universitaria (fisiologia / neuroscienze cognitive / ambientale) e mondo dell’industria (sviluppo / sperimentazione di nuovi materiali) il Comandante delle Truppe Alpine, Generale di Divisione Michele Risi ha quindi sottolineato il ruolo degli Alpini nella sperimentazione di materiali, mezzi e tecniche per l'impiego in ambiente artico.

A conclusione del dibattito, il Dott. Angelo Mellone ha invitato il Generale Masiello ad un inquadramento geostrategico sul posizionamento della Forza Armata rispetto all'innovazione e alla questione artica. Il Capo di Stato Maggiore dell'Esercito ha sottolineato che: << I conflitti hanno sempre stimolato l’innovazione, ma i cambiamenti odierni sono insolitamente rapidi e hanno un effetto dirompente e pongono una nuova enfasi sulla creazione di forze guidate dalla tecnologia. Assistiamo già, e lo sarà ancor di più nel prossimo futuro, a confronti dominati da sistemi di armi sempre più autonomi e potenti algoritmi. Prepararsi per il futuro - ha proseguito il Generale di C.A. Masiello - significa anche essere pronti a intervenire in ogni ambiente. La regione artica sarà al centro di una importante competizione strategica nei prossimi anni, prefigurando nuove sfide geopolitiche e opportunità economiche. L’Esercito ha lanciato un programma per la realizzazione di una capacità di combattimento in ambiente artico e sub-artico, sfruttando, come apripista per lo sviluppo delle tattiche, leadership, sistemi e equipaggiamenti necessari, l’esperienza delle Truppe Alpine di combattimento in ambiente montano. Come tutte le sfide complesse - ha concluso il Capo di SM dell’Esercito -, quella dell’artico e sub-artico non può prescindere da un approccio sistemico e integrato tra le componenti del sistema Paese e da un’evoluzione continua, non fermandosi mai.>>.

Infine la sottosegretaria di Stato alla Difesa, Sen. Isabella Rauti ha fornito un inquadramento geopolitico sull'importanza e sul futuro ruolo della regione artica evidenziando che “L’Italia e la Difesa hanno un’attenzione crescente per la regione artica perché è la nuova frontiera in cui si gioca molto del futuro di tutti. La regione è straordinariamente ricca di materie prime strategiche e di terre rare e lo scioglimento dei ghiacci sta rendendo l’Artico più accessibile e dotato di​ nuove rotte marittime. È una regione in cui tensioni e rivendicazioni se scatenano dopo l’invasione russa dell’Ucraina, e l’area diventa scenario di competizione tra attori internazionali fondamentali e con diverse posture talune molto assertive.
L’Italia - Paese Osservatore del Consiglio Artico - può essere un traino per Unione Europea, che deve essere più centrale nell’Artico. La Difesa è presente nella regione con la partecipazione delle Truppe Alpine dell’Esercito e di unità della Marina Militare alle esercitazioni alleate al Circolo Polare Artico e ad alcuni progetti di ricerca scientifica. La postura e l’approccio italiano è collaborativo e proattivo, nell’ambito di una visione multilaterale e di cooperazione interdisciplinare che punta ad un equilibrio geopolitico globale”. ha concluso Rauti.
Redazione


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