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Sistema Difesa per il Sistema Italia
L'Assemblea generale dell'AIAD ha fatto emergere le esigenze per una politica della Difesa più snella
fotografie di: Cybernaua

07-07-2023 - Ospite del CASD (Centro Alti Studi per la Difesa) a Roma, il 3 luglio scorso l’AIAD (Federazione Aziende Italiane per l'Aerospazio, la Difesa e la Sicurezza) ha riunito in Assemblea Generale rappresentanti delle Aziende che operano al fianco della Difesa: Roberto Cingolani di Leonardo, Claudio Graziano di Fincantieri, Enzo Benigni di Elettronica, Claudio Catalano di Iveco e Antonio Alunni di PMI.
Dopo il saluto di benvenuto del presidente del CASD, ammiraglio Giacinto Ottaviani, il presidente di AIAD, Giuseppe Cossiga ha introdotto i lavori, moderati dal segretario generale dell’AIAD, Carlo Festucci, che hanno inquadrato la situazione in cui l’industria per la Difesa si trova ad operare.
Ma, prima degli interventi dei rappresentanti delle industrie, abbiamo potuto ascoltare le relazioni del Capo di Stato Maggiore della Difesa, ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone e del Segretario generale della Difesa, generale Luciano Portolano.
Cosa è urgente per a Difesa?
Cavo Dragone, riconoscendo e ammirando il lavoro dell’AIAD che da 77 anni rinnovandosi con cambiamenti radicali ha portato l’Italia ad avere un’apprezzata industria di prodotti strategici, ha insistito sull’importanza del rapporto tra Difesa e industria della difesa e dell’Aerospazio rispetto alle sfide future.
Ha tenuto alta l’attenzione del pubblico anche puntando il dito sulla ‘’rivoluzione tecnologica’’, per affrontare il tema della Sovranità tecnologica nazionale quale Centro di Gravità del Sistema Difesa.
E per sottolineare quanto sia forte il rapporto tra Difesa e Industria, ha suggerito le modalità attraverso cui lavorare insieme, riferendosi a tre concetti chiave: Numeri, Tempo e Spazio.
Il tempo sarà un fattore-chiave e l’attuale finestra temporale è positiva e va colta. “Abbiamo un Governo con una ampia prospettiva politica; ci guida un ministro della Difesa che è uno di noi e conosce come pochi altri l’industria di settore avendola vissuta anche nella veste di imprenditore; disponiamo di risorse finanziarie adeguate per dare respiro ai complessi processi di crescita tecnologica e industriale”.

Prendendo la parola, il segretario generale della Difesa e Direttore Nazionale Armamenti, generale Luciano Portolano ha dichiarato: “C’è una consapevolezza internazionale della necessità di colmare il gap tecnologico, cosa che espone il sistema a dinamiche di mercato competitive”.
Secondo Portolano, per un Paese come l’Italia è fondamentale elaborare strategie di supporto condivise; occorre promuovere un sistema di difesa comune e coeso.

Festucci ha quindi dato spazio ai rappresentanti delle industrie, incominciando da Cingolani, neo AD di Leonardo, che ha fatto cenno a come da un lato la Difesa sia costituita da ‘bullet and byte’, dove i Paesi più forti sono quelli con una capacità di calcolo pro capite più alta, e dall’altro la Difesa stia invece inglobando nuovi concetti di sicurezza, delle infrastrutture, dell’energia, fino a quella alimentare.

Il presidente di ELT, Enzo benigni, ha sottolineato come sia favorevole alla crescita la situazione attuale, con un governo in cui un ministro della Difesa conosce a fondo l’argomento e i problemi della Difesa… “abbiamo la grande volontà di collaborare in una difesa condivisa”.

Per il generale Claudio Graziano, attualmente presidente di Fincantieri, è necessario comprendere che le aziende della Difesa “lavorano sempre in un ambiente geopolitico” e che fanno parte “dei quattro poteri dello Stato, oltre a quello politico, militare e diplomatico”.

Un ruolo importante in tutta la situazione che si sta sviluppando è occupato dalle piccole e medie imprese (PMI) che, a detta dell’ingegner Alunni che le rappresentava, costituiscono “la spina dorsale del Paese”. Piccole e grandi imprese devono collaborare affinché il Paese possa avvantaggiarsi nelle competizioni internazionali.
Un tema su cui tutti hanno puntato il dito è stata la necessità di aggiornare la Legge 185 che regola l’export militare italiano che soffre per lungaggini e processi autorizzativi anche di 6-8 mesi, pregiudicando spesso la realizzazione di accordi.
Un appello rivolto al Governo, affinché la legge 185 sia più snella e permetta all’Industri italiana di essere maggiormente competitiva con la concorrenza internazionale.

A chiusura dell’Assemblea, il ministro della Difesa Guido Crosetto ha quindi preso la parola per riassumere quanto detto da tutti i relatori in una sola frase: “C’è poco da aggiungere”, avendo ricevuto un’ottima impressione di determinazione positiva da parte di tutti. Aggiungendo che per ottenere risultati non è sufficiente la capacità, ma occorre crederci.
Maria Clara Mussa


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