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Volandia 2% + 7
Due giornate intense ad illustrare il grande lavoro dei ''sognatori''
fotografie di: R. Allesina

25-09-2023 - Volandia 2% + 7 Non è una formula matematica e neanche la percentuale di miscela per motori a due tempi, ma due appuntamenti consecutivi il 22 e 23 settembre per i cento anni dell’Aereonautica Militare: il più sette lo capirete leggendo le righe successive.
La due giorni inizia il 22 settembre con l’inaugurazione della mostra dei cento anni dell’Aereonautica Militare.
Marco Reguzzoni, presidente di VOLANDIA, ha aperto l’evento con il generale Basilio Di Martino presidente per le celebrazioni dei 100 anni della forza armata.
Il generale, grande storico dell’Aeronautica, in un breve discorso dopo il taglio del nastro ha detto “senza la tecnologia, l’innovazione e l’industria questa forza armata non esisterebbe; anche da questi capannoni dove ora ci troviamo sono usciti aerei che hanno equipaggiato l’Aeronautica”.
Di tutt’altra natura l’evento del giorno successivo, il coronamento di un sogno durato sette anni di lavoro: la ricostruzione del Savoia Marchetti S 55X presentato con una cerimonia e vari interventi per spiegare i diversi aspetti della ricostruzione e per inquadrarla nel contesto storico.
Ha preso la parola Reguzzoni, ringraziando tutti gli intervenuti e soprattutto coloro che con il proprio lavoro hanno reso possibile l’appuntamento di oggi.
Presente l’ingegner Orsi ex CEO dell’Agusta Westland che come successore della originaria Savoia Marchetti ha messo a disposizione tutti i progetti originari per realizzare il velivolo.
Il professor Gregory Alegi ha tracciato non tanto la storia dell’idrovolante, quanto come nel tempo non si è riusciti a portarne un esemplare in Italia spiegando: “in effetti uno ne esiste, anche se non della versione X; è conservato in Brasile, ma le autorità non lo vogliono cedere in considerazione del fatto che è stato il loro primo aereo con le loro insegne, ad aver effettuato la traversata atlantica partendo da Sesto Calende e raggiungendo il Brasile, con i suoi scarponi.”
Ha poi detto che un’esemplare alla fine degli anni 30 del 900 è stato preservato, si hanno notizie che è apparso in mostra per i vent’anni dell’Aeronautica il 28 marzo 1943 e probabilmente sia finito distrutto nel bombardamento dell’hangar dove era conservato, perdendone per sempre le tracce.
Il generale Di Martino oltre a portare i saluti del Capo Di Stato Maggiore generale Goretti che per impegni non ha potuto essere presente, nel suo intervento ha sottolineato che l’S55 è stato non solo un aeroplano fondamentale per l’Aeronautica, ma ha rappresentato il passaggio dall’epoca pionieristica, fatta da singoli uomini, ad un lavoro di squadra, eredità che continua ancora oggi all’interno dell’Aeronautica militare.
Decisamente tecnico l’intervento dell’ingegner Filippo Meani, “il capo dei sognatori”, a cui con altri dieci “sognatori” venne l’idea di ricostruire l’aereo, partendo dai disegni originali visti al tempo in cui lavorava in quella che era diventata la SIAI Marchetti.
Coinvolgendo ditte del varesotto i cui titolari nella maggior parte dei casi hanno avuto padri o nonni che avevano lavorato alla Siai Machetti, sono state costruite pezzo per pezzo tutte le varie parti soprattutto quelle in legno.
Tutto è stato assemblato presso le officine che si trovano all’interno dei capannoni di Volandia; un lavoro ciclopico, frutto di alto ingegno, maestria e passione sconfinata; dopo sette lunghi anni di lavoro i “sognatori” hanno realizzato un capolavoro.
Ha concluso la cerimonia l’intervento dell’ingegner Ugo Vicenzi, l’uomo che ha reso possibile il passaggio dai disegni alla realizzazione dei vari pezzi, attraverso la copiatura (che comunque continua tuttora) in digitale e la trasformazione dei medesimi per l’inserimento dei dati sulle macchine a controllo numerico consentendo la lavorazione per l’assemblaggio e ricordando che ai tempi della produzione lavoravano circa ventimila persone.
Presente all’evento la nuora di Italo Balbo e alcuni figuranti in divise d’epoca che hanno splendidamente fatto da corollario .
R.Allesina


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